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Veneto
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top
Il mwkgVeneto (in mwkwveneto mwlaVèneto, /ˈvɛneto/; mwlgin ladino mwlwVeneto; in mwmacimbro mwmqVenedigen; mwmgin friulano mwmwVenitcite-ref-5[5]), ufficialmente mwoaRegione del Veneto, è una mwoqregione italiana a statuto ordinario di mwog4 856 878 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2] situata nell'mwpwItalia nord-orientale, istituita nel 1948 e resa operativa nel 1970. Ha come capoluogo la città di mwqaVenezia.
mwqgQuarta regione per popolazione d'Italia, dopo mwqwLombardia, mwraLazio e mwrqCampania, confinante a nord con l'mwrgAustria, a nord-ovest con il mwrwTrentino-Alto Adige, a sud con l'mwsaEmilia-Romagna, a sud-ovest con la mwsqLombardia, a est con il mwsgFriuli-Venezia Giulia e a sud-est con il mwswmare Adriatico, insieme con Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, costituisce la macroarea del mwtaTriveneto o delle mwtqTre Venezie.
Nel 2017 è stata la sesta regione più visitata in mwtwEuropa secondo dati mwuaEurostat,cite-ref-6[6] con 19,6 milioni di arrivi e 69,2 milioni di presenze turistichecite-ref-7[7], prende il nome dal popolo dei mwwqVeneti, popolazione mwwgindoeuropea che si insediò nel territorio dopo la metà del II millennio a.C.
Contents
• Simboli
• Clima
• Ambiente
• Storia
• Politica
• Società
• Economia
• Turismo
• Ferrovie
• Porti
• Sanità
• Cultura
• Musica
• Cucina
• Sport
• Calcio
• Rugby
• Note
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Simboli
La mwzqbandiera del Veneto, adottata con la legge regionale n. 56 del 20 maggio 1975,cite-ref-8[8] sintetizza nei simboli, colori e foggia diversi secoli di storia veneta.
L'elemento principale della bandiera e dello stemma è il mwawLeone di San Marco, che è stato per diversi secoli simbolo della mwbaRepubblica di Venezia. mwbqSan Marco venne adottato come mwbgpatrono della città e della Repubblica, sostituendo il greco mwbwsan Todaro nell'828, in seguito alla traslazione a Venezia da mwcaAlessandria d'Egitto del corpo dell'evangelista per opera di due mercanti, Rustego da mwcqTorcello e Bon da mwcgMalamocco. A partire da questa data si prese a raffigurare il santo in figura umana negli stemmi e nei gonfaloni pubblici.cite-ref-pedani-9-0[9]
La prima raffigurazione accertata del Leone alato di san Marco, che fin dai primi secoli dopo Cristo era associato alla figura dell'evangelista, risale al 1261, quando con la caduta dell'mweaImpero latino di Costantinopoli Venezia strinse maggiori rapporti con l'mweqEgitto, terra il cui sultano, mwegBaybars, innalzava un leone andante (cioè visto di fianco) quale stemma. In quest'epoca la raffigurazione preminente era quella del mwewleone in moleca (o mwfamoeca, ossia visto di fronte con le ali a fargli corona). A partire dal XV secolo si iniziò poi a esporre gonfaloni nei quali campeggiava il classico leone marciano passante con libro e spada: nella stessa epoca tale iconografia venne in generale adottata quale simbolo della Repubblica. Se il libro era aperto era simbolo di pace, se invece era chiuso di guerracite-ref-pedani-9-1[9]
Geografia fisica
Il Veneto è una regione che presenta una grande varietà di paesaggi naturali: dalla fascia costiera affacciata sull'Adriatico alla mwiapianura veneto-friulana, che poi si innalza nei dodici rilievi dei mwiqColli Euganei e dei mwigColli Berici, fino ad arrivare alle Alpi nella parte più settentrionale comprendendo la maggior parte delle Dolomiti. Con una superficie di mwiw18390 km², il Veneto costituisce l'ottava regione italiana per superficie. Il punto più a settentrione è Cima Vanscuro (al confine con l'mwjaAustria, ivi denominato Pfannspitze) e il punto più meridionale è costituito dalla Punta di Bacucco. Il suo territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura (56,4%).
I confini terrestri vengono individuati da elementi naturali di tipo idrografico (mwjgPo, mwjwTagliamento, mwkaLivenza), ma anche di tipo orografico (come ad esempio i contrafforti a nord dell'mwkqaltopiano di Asiago, o il mwkgmonte Baldo). Un altro elemento geografico caratterizzante il territorio veneto è il bacino idrografico del mwkwPiave quasi interamente racchiuso entro i confini della regione, da quando le sorgenti del mwlaPiave passarono insieme con Sappada nella vicina regione del Friuli-Venezia Giulia. La vetta più alta della regione è la mwlqMarmolada (mwlg3343 m) situata in mwlwprovincia di Belluno al confine con il mwmaTrentino-Alto Adige.
Passi alpini
Molto numerosi sono i passi dolomitici che attraversano l'area montana regionale: mwoqpasso di Giau, mwogpasso di Valparola, mwowpasso Fedaia, mwpapasso di Falzarego, mwpqpasso di Campolongo, mwpgpasso Duran, mwpwForcella Staulanza, mwqapasso della Mauria, mwqqpasso di Monte Croce di Comelico, mwqgpasso Tre Croci, mwqwpasso Xomo, mwrapasso Cibiana, mwrqpasso Buole, mwrgpasso San Boldo, mwrwForcella Lavardet, mwsapasso Croce d'Aune, mwsqForcella Aurine, mwsgCima Sappada, mwswSella di Rioda.
Idrografia
Fiumi
• Mincio
• mwvgPo
• mwwaAdige
• mwwgBrenta
• mwxaPiave
• mwxgLivenza
• mwyaBacchiglione
• mwygTagliamento
• mwzaSile
Laghi
• mw0aLago di Garda
• mw0gLago di Santa Croce
• mw1aLago di Misurina
• mw1gLago di Centro Cadore
• Lago Ghedina
• Lago di Sorapis
• mw3aLago di Alleghe
• mw3gLago di Auronzo
• mw4aLago del Mis
• Lago Coldai
• mw5aLago Federa
• Lago di Limides
• Laghetto delle Tose
• mw6gLaghi di Revine
• mw7aLago di Fimon
Clima
Il mw8wlago di Garda fa caso a sé: grazie alla sua dimensione, il clima circostante, relativamente mite per tutto l'anno, possiede caratteristiche sub-mediterranee con inverni miti ed estati molto calde.
Il clima del Veneto è di tipo mw9qtemperato umido con estate calda o molto calda, ma con l'agente mitigante del mare e la catena delle mw9gAlpi a proteggerlo dai venti del nord, si presenta complessivamente mite.
Tra le varie zone climatiche principali troviamo: la regione alpina, caratterizzata da estati fresche e temperature rigide in inverno con frequenti nevicate, la fascia collinare e parte di quella pianeggiante dove il clima è più mite, la maggior parte della pianura dove invece il clima è di tipo temperato umido, ossia con inverni relativamente freddi e umidi e con lunghe estati calde e afose.
Ambiente
In Veneto vi sono un parco protetto nazionale e cinque regionali. Essi sono:cite-ref-parchiveneto-10-0[10]
Oltre a questi, vi sono anche sei riserve naturali regionali, quattordici riserve naturali statali, due zone umide di importanza internazionale, nove foreste demaniali regionali e diversi parchi e riserve regionali di interesse locale.cite-ref-parchiveneto-10-1[10]
Storia
Preistoria e storia antica
Abitato già nella preistoria, dapprima insediamento degli mwarsEuganei, fu in epoca protostorica occupato dal popolo dei mwarwVeneti, secondo la leggenda classica originari della mwar0Troade e della mwar4Paflagonia in mwar8Anatolia, oggi mwasaTurchia. Da insediamenti venetici traggono la loro origine molte importanti città della regione, ad esempio mwasePadova, mwasiConcordia, mwasmOderzo (fra gli insediamenti attestati in epoca più antica, IX-VIII secolo a.C.), mwasqEste, mwasuTreviso, mwasyBelluno, mwascAltino, mwasgVicenza e probabilmente mwaskVerona e mwasoAdria.
La provenienza anatolica dei mwaswVeneti adriatici non è accettata da tutti gli autori antichi ed è ancor oggi oggetto di discussione. Le fonti antiche tramandano l'esistenza di popolazioni chiamate mwas0Veneti dalla mwas4Bretagna alla mwas8Spagna, i romani chiamavano il mwatalago di Costanza in mwateSvizzera mwatiLacus Veneticus, all'mwatmEpiro in mwatqGrecia, all'mwatuAnatolia e a questi popoli sarebbero collegati diversi toponimi (ad es. la mwatyVindelicia, regione corrispondente all'attuale mwatcBaviera, mwatgVindobona - l'attuale mwatkVienna). Secondo alcuni studiosi queste popolazioni testimonierebbero l'esistenza di un'unica civiltà indoeuropea che si sarebbe estesa su tutto l'Adriatico nord-occidentale, e sarebbero riconducibili alla mwatwcultura dei campi di urne.
Il processo di romanizzazione della mwat4Venetia è avvenuto in maniera graduale: Veneti e mwat8Romani furono infatti alleati a partire dal III secolo a.C.: nel 225 a.C.-222 a.C. Veneti e mwauaCenomani strinsero un'alleanza militare con Roma contro gli mwaueInsubri, i mwauiBoi e i mwaumGesati, fornendo secondo Polibio un contingente di 20.000 uomini. I mwauyGalli vennero sconfitti nella mwaucbattaglia di Clastidium nel 222. Nel 216 milizie venete combatterono nella mwaugbattaglia di Canne contro mwaukAnnibale.cite-ref-11[11]
Nel 181 a.C. la dedizione della mwau8colonia romana di mwavaAquileia, sorta al limite del territorio dei Veneti, rafforzò ulteriormente i tradizionali rapporti di collaborazione con i Romani e dopo la mwaveguerra sociale nell'89 a.C. diverse città venete ottennero lo mwavimwavmius Latii. Nel 49 a.C. le popolazioni del territorio ottennero da mwavqGiulio Cesare la piena mwavucittadinanza romana.
In epoca mwav0augustea il territorio venne inserito nella mwav4Regio X Venetia et Histria, che ebbe come centro principale mwav8Aquileia e che si estendeva dal fiume Oglio (comprendendo quindi anche l'intera Provincia di Brescia, oggi in Lombardia) fino all'Istria. Sotto mwawaDiocleziano divenne mwaweprovincia Venetiae et Histriae estendendo i propri limiti fino al fiume mwawiAdda.
La cristianizzazione della regione ebbe luogo a partire da Aquileia, dove il mwawqcristianesimo era giunto probabilmente per mare. Secondo la tradizione fu san mwawuMarco evangelista a fondare la chiesa di Aquileia. Egli avrebbe inoltre inviato il greco Prosdocimo a evangelizzare mwawyPadova, mwawcAsolo, mwawgVicenza, mwawkTreviso, mwawoAltino ed mwawsEste. All'evangelizzazione di mwawwVerona avrebbe contribuito una comunità cristiana proveniente dall'mwaw0Africa romana; africano è anche mwaw4San Zeno, patrono della città.
Storia medievale
Le invasioni barbariche e la caduta dell'Impero romano d'Occidente
Le prime infiltrazioni di tribù germaniche nel territorio della regione ebbero luogo già nel 168-169 con il saccheggio di mwaxiOderzo per opera dei mwaxmQuadi e dei mwaxqMarcomanni. Fu tuttavia a partire dal V secolo che le incursioni si fecero ripetute e più devastanti, con gli mwaxuUnni, gli mwaxyEruli, infine con gli mwaxcOstrogoti di mwaxgTeodorico, che stabilirono il loro regno sul Veneto e sull'Italia nel 493.
Ciò nonostante, il quadro regionale restava ancora sostanzialmente unitario; lingua, scrittura, istituzioni, tecniche agricole e manifatturiere, pur indebolite, sopravvissero all'impatto di questa ondata barbarica.
Bizantini e Longobardi
Poco dopo, nel 568, però ebbe luogo la formidabile e devastante invasione dei mwayamwayeLongobardi, che portò alla sottrazione al dominio imperiale di buona parte dell'Italia settentrionale. Fu in quella fase che in Veneto venne a crearsi una separazione tra la zona continentale, sotto il dominio longobardo, e quella costiera, ancora dipendente dall'mwayiImpero bizantino. Contemporaneamente, lo mwaymscisma tricapitolino provocava un'ulteriore frattura anche in campo religioso, destinata a durare per tutto il secolo successivo.
Le terre venete appartenenti al nuovo mwayuregno longobardo vennero divise tra i mwayyducati, mwaycdi Vicenza, mwaygVerona e mwaykCeneda. Il tessuto sociale della Terraferma conobbe un rapido declino; una certa continuità della vita cittadina fu garantita dai vescovi, divenuti riferimenti autorevoli in campo morale, culturale e sociale.
La zona bizantina venne invece dapprima unita nel 580 ai superstiti territori settentrionali nel costituire l'mwayseparchia mwaywAnnonaria, per essere poi resa nel 584 provincia autonoma dipendente dall'mway0Esarcato d'Italia col nome di mway4mway8Venetia maritima. Dall'entroterra le autorità politiche e religiose romano-venete, assieme a parte delle popolazioni, trovarono rifugio nei principali centri lagunari, in particolare mwazaGrado, mwazeCaorle, mwaziEraclea, mwazmTorcello, mwazqMalamocco, mwazuRialto, mwazyOlivolo, mwazcChioggia, mwazgCavarzere, oltre alle oggi scomparse mwazkAmmiana e mwazoCostanziaco. Queste isole, che già da un secolo avevano incominciato a svilupparsi, andarono quindi a costituire, nel 697, durante il regno dell'imperatore mwazsLeonzio, il mwazwducato di Venezia.
A definire la separazione anche formale fra i due mondi (seppur una forte osmosi continuò sempre a esistere) occorse la definizione dei confini (mwaz4terminatio) fra il mwaz8Ducatus Venetiarum e il mwaaaRegnum Langobardorum, siglato dal re mwaaeLiutprando e dal primo mwaaidoge della Repubblica di Venezia mwaamPaoluccio Anafesto. Il territorio lagunare assunse sempre maggiori caratteri di indipendenza dal potere centrale bizantino, fino a che, con la conquista longobarda di mwaaqRavenna nel 751, la dipendenza politica da mwaauBisanzio divenne poco più che formale. Nel frattempo la sede del mwaayDux venne trasferita da Eraclea ai margini della Terraferma nella meno accessibile Metamauco/Malamocco.
La nascita di Venezia e la Marca Veronese
Alla fine dell'VIII secolo il regno longobardo venne travolto dai mwaakFranchi di mwaaoCarlo Magno, incoronato mwaasimperatore del Sacro Romano Impero nella mwaawnotte di Natale dell'800. Il figlio di questi, mwaa0Pipino, tentò anche la conquista dei territori costieri, ma, respinto, dovette riconoscere anche formalmente l'indipendenza del Ducato veneto nel trattato dell'811 con l'mwaa4Impero bizantino. All'interno di quella federazione di centri e territori lagunari, da mwaa8Grado a mwabaLoreo, nota come mwabemwabiDogado, si affermò mwabmVenezia, imponente organismo urbano sviluppatosi attorno al polo mercantile di Rialto, in cui nell'812 venne trasferita da Malamocco, distrutta da Pipino, la capitale.
Anche dal punto di vista religioso fu sancita nell'827 una divisione fra il mondo del Veneto continentale e della Venezia marittima: i vescovi della terraferma continuarono a essere sottoposti alla mwabusede metropolita di Aquileia, mentre il fitto reticolo di nuove sedi diocesane sorte nella laguna riconobbe come referente il mwabypatriarcato di Grado.
I problemi dinastici in seno all'impero franco e le terribili aggressioni degli mwab4Ungari nel 900 provocarono un vuoto di poteri e una dilagante conflittualità che afflissero il Veneto continentale fino alla metà del X secolo. L'autorità imperiale venne infine ristabilita da mwab8Ottone I: egli aggregò nel 962 un vasto territorio dell'Italia nord-orientale al mwacamwaceducato di Baviera e successivamente, nel 976 al mwacimwacmducato di Carinzia. L'organismo che ne derivò, aventi finalità di cerniera fra Germania e Italia, fu chiamato, dal nome della sua principale città, mwacqMarca di Verona. Da questa si staccarono nel 1027 il territorio della mwacudiocesi di Trento, che si organizzò in principato ecclesiastico e il mwacyFriuli nel 1077, che incominciò una sua autonoma parabola storica sotto l'autorità dei mwaccPatriarchi di Aquileia. I legami fra la Marca Veronese e l'Impero vennero rafforzati dalla presenza nel territorio di diverse dinastie feudali di origine germanica: tra le più famose, destinate a giocare un ruolo importante nei secoli successivi, gli mwacgEste, gli mwackEzzelini, i mwacoDa Camino, i mwacsDa Carrara.
Dal XII al XIII secolo - Comuni, Signorie e ascesa del Ducato di Venezia
A partire dai primi decenni dopo il 1000, si assistette in tutto il Veneto a un decollo economico e a una ripresa della vita sociale nelle città principali, che incominciarono a esercitare un controllo egemonico sul loro contado.
Dalla fine del X secolo, poi, Venezia incominciò la sua espansione marittima nell'mwac8Adriatico, del quale prese a configurarsi come potenza egemone fino a farlo diventare il mwadaGolfo di Venezia, e ad accrescere enormemente i propri privilegi e commerci in Oriente.
Contemporaneamente allo sviluppo economico, nella Marca Veronese (che a partire dal 1200 cominciò a essere identificata col nome di mwadiMarca Trevisana), si assistette a un indebolimento del sistema feudale, caratterizzato dalla progressiva emersione dei mwadmliberi comuni: fra i più importanti Verona (1136), Padova (1138), Treviso e Vicenza.
La Terraferma divenne un territorio sempre meno soggetto all'effettivo controllo degli imperatori tedeschi.
Il mwadymilleduecento fu contraddistinto dall'espansione del potere veneziano in tutto il mwadcMediterraneo orientale, culminato con la mwadgQuarta crociata e la creazione nel 1205 dell'mwadkImpero latino di Costantinopoli, nel quale a Venezia era garantito il dominio sulla mwadoquarta parte e mezza dell'impero di Romània. Lo mwadsmwadwStato da Mar giunse a includere, oltre ai territori dell'mwad0Istria e della mwad4Dalmazia, le mwad8isole Ionie, mwaeaCreta, mwaeeCipro, e tutta una serie di basi e piazzeforti nel mwaeiPeloponneso, nell'mwaemEgeo e in mwaeqAnatolia. Nonostante il mare fosse la fonte primaria della propria ricchezza, Venezia non perse mai interesse per l'entroterra: essa mantenne forti legami in particolare con il Trevigiano e il Padovano, appoggiò la mwaeuLega Veronese e aderì alla mwaeyLega Lombarda poi, assurgendo a un prestigiosissimo ruolo di mediatrice (e al contempo di terza forza) fra mwaecpapa Alessandro III e l'imperatore mwaegFederico Barbarossa, con la riconciliazione celebrata in mwaekSan Marco nel 1177 (mwaeoPace di Venezia).
Nel Duecento si assistette in tutta la terraferma alla trasformazione dei liberi comuni in potenti signorie in lotta tra loro per l'egemonia regionale. La prima a emergere fu la signoria di mwaewEzzelino III da Romano, che riuscì a conquistare gran parte del Veneto centro-settentrionale. mwae0Treviso cadde in mano ai mwae4da Camino, a mwae8Verona si imposero nel 1262 i signori mwafadella Scala, divenendo la capitale di un potente stato, che al suo culmine valicò l'Appennino, giungendo fino a mwafeLucca.
I secoli XIV e XV e il dominio veneziano
Nonostante Venezia avesse nel mare il centro dei propri interessi economici, essa mantenne sempre vivi i legami con il proprio entroterra, esercitando una forte attrazione sulle tormentate città della mwafkMarca Trevigiana. Già nel 1291 mwafoMotta di Livenza passò alla repubblica, primo territorio di Terraferma a darsi al governo di Venezia. Fu tuttavia a partire dal XIV secolo che la Serenissima incominciò a intervenire in modo sempre più deciso nella politica regionale, soprattutto per impedire che il potente stato Carrarese ne minacciasse le vie di comunicazione terrestri e fluviali. Nel 1318, infatti, mwafsPadova aveva perduta la propria libertà comunale, divenendo signoria dei mwafwda Carrara, che presto entrarono in conflitto con Venezia e con Verona.
Il potere e l'influenza crescente della repubblica suscitarono le gelosie dei suoi vicini, che costituirono nel 1379 una formidabile coalizione che riuniva i Carraresi, il mwaf4Duca d'Austria, il mwaf8Re d'Ungheria, il mwagaPatriarcato di Aquileia e mwageGenova, scatenando contro Venezia quella che sarebbe passata alla storia come la mwagiGuerra di Chioggia e conclusa nel 1381 con la vittoria sul mare contro Genova e la perdita di Treviso per terra (ottenuta nel 1339), ceduta al Duca d'Austria.
La minaccia incombente dei Carraresi, a cui si era aggiunto lo mwagqstato visconteo, impadronitosi fra il 1387 e il 1390 di gran parte del Veneto, non venne comunque meno.
Dapprima la repubblica reagì con decisioni alle mire di mwagyFrancesco II da Carrara, riprendendosi Treviso nel 1388 e quindi in rapida successione praticamente tutte le terre della marca trevigiana: il 28 aprile 1404, il Senato Veneto accetta la dedizione di mwagcVicenza, pochi giorni dopo fu la volta di mwaggCologna (7 maggio), di mwagkBelluno (il 18 maggio), mwagoBassano (10 giugno), mwagsFeltre (15 giugno), e quindi dall'mwagwAltopiano dei Sette Comuni il 20 febbraio 1405 e di mwag0Verona il 22 giugno. Infine il 22 novembre cadde anche mwag4Padova e gli ultimi Carraresi finirono la loro esistenza in prigionia.
L'unità del Veneto era praticamente ricomposta. Per queste terre, oltre alla fine dei conflitti e alla instaurazione di un governo stabile e rispettato, le dedizioni alla Serenissima significarono, di solito, la concessione di particolari statuti di autonomia che garantivano, in cambio dell'atto di soggezione a Venezia e dell'accettazione di governatori inviati dal Senato Veneto, il mantenimento di gran parte degli istituti e delle leggi preesistenti: lo mwahamwaheStato da Tera nasceva, di fatto, come sorta di stato federale mwahiante litteram.
Nel corso del Quattrocento la Repubblica di Venezia espanse ulteriormente i propri possedimenti, includendo nel 1420 il mwahqCadore e il mwahuFriuli, seguiti nel 1428 da mwahyBrescia, mwahcBergamo e mwahgCrema, e conquistando il mwahkPolesine, già occupato nel 1405 e definitivamente strappato al duca di mwahoFerrara nel 1484.
Storia moderna
Dal XVI al XVIII secolo: la Pax Veneta
Nella seconda metà del Quattrocento e agli inizi del Cinquecento, Venezia continuò la sua politica espansionistica, portando il Leone di San Marco in mwah8Romagna, mwaiaTrentino meridionale, a mwaieGorizia, mwaiiTrieste e finanche in mwaimPuglia. Alla vigilia della guerra del 1509, la repubblica veneta, fra mwaiqmwaiuStato da Mar e mwaiymwaicStato da Tera, costituiva un impero multietnico abitato da veneti, lombardi, friulani, istriani, romagnoli, dalmati, croati, albanesi, pugliesi, greci e ciprioti.
Nel 1508, in seguito alla sconfitta per opera dei veneti dell'imperatore d'Austria che perse Trieste e Gorizia, si formò, sotto l'impulso di mwai0Papa Giulio II, cui Venezia aveva tolto le città della mwai4Romagna, una coalizione anti-veneziana, nota come mwai8Lega di Cambrai, che dichiarò guerra alla repubblica. Venezia reagì mobilitando l'esercito e mettendovi a capo mwajaBartolomeo d'Alviano. Il 14 maggio 1509 ad mwajeAgnadello nel cremasco, le truppe venete sono sbaragliate dall'esercito di mwajiLuigi XII di Francia: in pochi giorni gran parte dello mwajmStato da Tera è occupato dal nemico.
Grazie alla diplomazia, che seppe sfruttare e attizzare le contrapposizioni nel campo dei collegati, e alle vittorie militari dell'esercito riorganizzato (tra queste quella di mwajuMarignano, in cui la cavalleria veneta, venuta in soccorso alle fanterie francesi, consentì a mwajyFrancesco I di conseguire una vittoria sulle truppe svizzere), la repubblica riconquistò gran parte della Terraferma, ritornando sui confini di fine Quattrocento. Fu perduto il territorio dell'mwajcAmpezzano, che rimase austriaco fino al 1918. Finito il lungo periodo bellico, nel 1530 incominciò un periodo di sviluppo che si protrasse, senza significative interruzioni, per quasi tre secoli fino a 1797.
Al declino dei commerci e dell'impero marittimo della Serenissima incominciato nel Cinquecento, si accompagnò una crescente attenzione del mwajkpatriziato per la proprietà fondiaria di terraferma, riducendo progressivamente il dinamismo del ceto dirigente e portando sempre più verso la stagnazione sociale e politica della repubblica.
Se nel Seicento Venezia fu ancora in grado di combattere i Turchi per difendere gli ultimi possedimenti marittimi e di promuovere una parziale riorganizzazione dell'esercito di terra, giungendo a una più definitiva sistemazione dei contesi confini con l'Austria, il Settecento segnò il definitivo tramonto del modello politico che per un millennio aveva retto le sorti dello Stato.
Storia contemporanea
L'arrivo di Napoleone e la dominazione austriaca
Alla fine del XVIII secolo fermenti rivoluzionari e borghesi percorrevano anche la repubblica veneta, mentre dalle Alpi irrompevano le truppe di mwakcNapoleone Bonaparte, disceso nella mwakgcampagna d'Italia.
Venezia rifiutò di schierarsi, dichiarando la propria neutralità e al contempo rifiutando di mobilitare le truppe a difesa dei propri territori. Il Veneto divenne campo di battaglia tra gli opposti schieramenti. La Terraferma venne infine occupata dalle truppe francesi, cui venne permesso di entrare nelle città.
La situazione esplosiva così creata deflagrò con le mwaksPasque veronesi, una ribellione contro la presenza francese che fornì a Napoleone il pretesto per rovesciare il governo aristocratico. Nell'inutile tentativo di evitare l'inevitabile Venezia smobilitò le truppe, ritirandosi nel mwakwDogado, ma sotto la minaccia d'invasione della stessa Venezia, il 12 maggio 1797 il mwak0Maggior Consiglio decretò la fine della repubblica cedendo i poteri alla Municipalità democratica.
Seguirono una serie di saccheggi e di violenze da parte dei francesi, desiderosi di ottenere dalle terre venete il massimo bottino possibile e al contempo di fornire il minor vantaggio possibile all'mwak8Austria, cui quelle terre erano destinate sin dal mwalapreliminare di pace poi formalizzato col mwaletrattato di Campoformio.
Il Veneto rimase dunque sotto amministrazione austriaca dal 1797 al 1805 quando, in seguito alla mwalmpace di Presburgo, venne annesso al mwalqRegno d'Italia di dominazione francese, nell'ambito del quale rimase per un decennio. Con la caduta di Napoleone il dominio austriaco venne ristabilito con la costituzione del mwaluRegno Lombardo-Veneto.
Il sessantennio di dominazione asburgica venne però caratterizzato dai mwalcmoti risorgimentali, culminati con le ribellioni di Vicenza, Padova, Treviso e la costituzione a Venezia della mwalgrepubblica di San Marco nel 1848. Mentre Verona diveniva uno dei capisaldi del mwalkQuadrilatero austriaco, i moti rivoluzionari nelle città dell'entroterra vennero repressi dall'armata imperiale. Nonostante l'auspicata unione al mwaloRegno di Sardegna, i rovesci militari subiti dall'esercito piemontese durante la mwalsprima guerra di indipendenza lasciarono isolata la repubblica marciana, che, nonostante la resistenza contro le truppe di mwalwJosef Radetzky, dovette infine capitolare il 24 agosto 1849.
Al termine della mwal4seconda guerra di indipendenza, nel 1859, gli austriaci tenevano ancora il Veneto: giunto alle porte di Verona, infatti, l'esercito franco-piemontese venne arrestato dalla firma dell'mwal8armistizio di Villafranca da parte di mwamaNapoleone III.
L'unione al Regno d'Italia
L'unione del Veneto al Regno d'Italia avvenne nel 1866 dopo la mwamkterza guerra di indipendenza. Nonostante l'Italia risultasse sconfitta dall'esercito austro-veneto per terra a mwamoCustoza e per mare a mwamsLissa, la vittoria prussiana nella mwamwBattaglia di Sadowa portò ad accordi di pace fra le principali potenze europee che prevedevano la cessione del Veneto non all'Italia, paese da cui non si considerava sconfitta, bensì alla Francia, nell'intesa che Napoleone III lo avrebbe consegnato a Vittorio Emanuele II previa organizzazione di un mwam0plebiscito.
Il trattato di pace di Vienna firmato il 3 ottobre 1866 disponeva testualmente che la cessione del Veneto (con Mantova e Udine) al mwam8Regno d'Italia dovesse aversi mwanasotto riserva del consenso delle popolazioni debitamente consultate.
Napoleone III procedette all'organizzazione del mwanyplebiscito delle province venete e di Mantova, in ottemperanza al trattato di pace, secondo il quale: "I cittadini delle Provincie Italiane liberate, convocati nei Comizi il giorno 21 e il 22 ottobre scorso, hanno dichiarata l'unione al Regno d'Italia colla Monarchia costituzionale di Vittorio Emanuele II". Napoleone III tuttavia fu soggetto a forti pressione dei Savoia, affinché cedesse anzitempo le fortezze e il controllo militare della regione in anticipo sull'esito del plebiscito e anche alla stessa organizzazione del plebiscito. Il conte di Gramont, cui fu affidato provvisoriamente il territorio del Veneto attuale, più Mantova e il Friuli escluso Trieste, cercò di rispettare l'impegno. Le pressioni indussero tuttavia Napoleone III a consegnare le fortezze e a lasciar occupare il Veneto alle truppe del Regno prima ancora che si tenesse un plebiscito. Il plebiscito fu organizzato nei giorni 21 e 22 ottobre 1866 a suffragio universale maschile (ovvero solo il 30% della popolazione venne chiamato alle urne). Il risultato fu di 646.789 sì, 69 no, 567 voti nulli.
La Grande Guerra
Il 24 maggio 1915 l'Italia entrò nel primo conflitto mondiale (primo colpo di cannone sparato dal mwankForte Verena) a fianco delle potenze dell'mwanoIntesa con l'obiettivo di sottrarre all'mwansImpero austro-ungarico il mwanwFriuli austriaco con la città di mwan0Gorizia e la mwan4Venezia-Giulia, con mwan8Trieste, l'mwaoaIstria e mwaoeFiume. Il Veneto divenne pertanto la retrovia del lunghissimo mwaoifronte esteso dalle mwaomPiccole Dolomiti alle mwaoqDolomiti, alla mwaouCarnia e all'mwaoyaltopiano carsico. Treviso divenne sede dell'Intendenza del mwaocRegio Esercito, mentre a Padova si stabilirono vari Comandi Superiori, compreso quello della 3ª mwaogArmata, numerosi reparti logistici e il principale mwaokospedale militare del fronte.
Il collasso del fronte nella notte del 24 ottobre 1917, durante la mwaosbattaglia di Caporetto, trasformò di colpo il territorio veneto nel cuore del nuovo fronte. Sotto la minaccia dell'accerchiamento e della sconfitta totale, l'esercito tentò un ripiegamento in breve trasformatosi in rotta. La via che minacciava i capoluoghi veneti si presentava completamente spalancata per l'imperial-regio esercito austro-ungarico. Nel disperato tentativo di difendere Venezia e la sua preziosa base navale, l'esercito italiano tentò di riorganizzarsi prima sulla mwaowLivenza, quindi si attestò sul mwao0Piave, dove si impegnò in una lunga battaglia di resistenza.
I territori a nord del fronte rimasero quindi in mano austriaca sino al 1918 e alla vittoria finale nella mwao8battaglia di Vittorio Veneto.
La mwapeprima guerra mondiale lasciò sul territorio gravissimi danni. Interi paesi vennero cancellati lungo la linea del Piave, così come in montagna (mwapiAsiago venne completamente rasa al suolo) mentre le campagne risultavano incolte e spopolate.
L'enorme povertà lasciata dalle macerie della guerra favorì una massiccia emigrazione, diretta in massima parte verso i paesi dell'America latina e altre regioni d'Italia.
La seconda guerra mondiale
La seconda guerra mondiale apportò nuove distruzioni. Dopo l'armistizio dell'mwapy8 settembre 1943, il territorio venne occupato dalle truppe germaniche. Verona divenne una delle capitali della mwapcRSI, con l'insediamento di importanti comandi militari e di alcuni ministeri. In questo periodo enormi distruzioni vennero causate dai bombardamenti aerei (particolarmente feroce quello che colpì e rase al suolo gran parte di mwapgTreviso). E altri massicci bombardamenti su mwapkPadova e mwapoVerona e in particolare mwapsVicenza, anche questa quasi rasa al suolo. Enormi distruzioni patì in particolare poi il polo industriale di Marghera, ripetutamente colpito dai bombardamenti alleati.
Il territorio veneto divenne quindi terreno delle mwap0azioni di guerriglia durante la mwap4Resistenza partigiana. Con la resa incondizionata dell'occupante tedesco il 29 aprile 1945 il Veneto venne infine liberato dal nazi-fascismo.
Dal secondo dopoguerra a oggi
Il 2 giugno 1946 massiccia fu la partecipazione della popolazione veneta al mwaqereferendum che sancì il passaggio dalla mwaqimonarchia alla mwaqmrepubblica. Con l'entrata in vigore il 1º gennaio 1948 della mwaqqCostituzione della Repubblica Italiana, nella nuova organizzazione dello Stato venne prevista la creazione del Veneto come mwaquregione a statuto ordinario.
Nel dopoguerra, riprese l'emigrazione che interessò America, Europa e altre regioni del mwaqcNord Italia.
Durante gli anni 1950 l'attività industriale di mwarePorto Marghera incominciò a riprendersi dalle devastazioni portate dal conflitto, riprendendo a crescere, fino a raggiungere la massima espansione negli anni 1960, quando il polo industriale divenne uno dei più importanti d'Europa.
A partire dagli anni 1960, si è verificata in Veneto una proliferazione di piccole e medie imprese.
Onorificenze
Attestato e medaglia di bronzo di eccellenza di III classe 1ª fascia di pubblica benemerenza del Dipartimento protezione civile
—
Roma, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 febbraio 2008
Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza»
—
Roma, decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 ottobre 2010
Politica
Il Veneto si configura storicamente come una regione di orientamento al mwasacentrodestra, caratterizzata da una continuità elettorale che affonda le radici nella “subcultura bianca” cattolica della mwaseDemocrazia Cristiana (DC) durante la mwasiPrima Repubblica, evolvendo fluidamente verso la destra moderna con la mwasmLega e mwasqForza Italia nella mwasuSeconda Repubblica. Dal 1970, il centrodestra ha dominato le elezioni regionali, governando per oltre 30 anni consecutivi con rare eccezioni transitorie.cite-ref-15[15]cite-ref-16[16]
Nella fase iniziale regionale, il Veneto incarnò il modello della DC come forza egemone del centro cattolico-moderato. Le elezioni regionali del periodo registrarono percentuali schiaccianti per la DC, sempre primo partito. I presidenti della Giunta – quali mwas8Angelo Tomelleri (1970-1980), mwataCarlo Bernini (1980-1989), mwateGianfranco Cremonese (1989-1992) e mwatiFranco Frigo (1992-1993) – tutti riconducibili alla DC, incarnarono un governo moderato-imprenditoriale, forgiato dall’identità cattolica devota e dall’espansione delle mwatmpiccole e medie imprese (PMI). Tale egemonia fu interrotta solo marginalmente dalla crisi di mwatqTangentopoli, con un breve intermezzo di centrosinistra.cite-ref-17[17]
Con l’introduzione dell’elezione diretta del presidente nel 1995, i veneti confermarono la propria vocazione al centrodestra, affidando la guida a esponenti di Forza Italia, mwatoPopolo della Libertà e Lega Nord. Il forzista mwatsGiancarlo Galan (1995-2010) ottenne tre mandati consecutivi con coalizioni come il mwatwPolo delle Libertà e mwat0Casa delle Libertà, superando sistematicamente il 45-50% dei consensi. I leghisti con mwat4Luca Zaia (2010-2025) che consolidò tale dominio, culminando nel record del 76% mwat8nel 2020, prima di cedere al suo successore mwauaAlberto Stefani (2025-) con il 64%.
L’orientamento politico del Veneto si radica in una combinazione di fattori strutturali: il mwauicattolicesimo popolare, un’economia capillare di PMI, ostile allo mwaumstatalismo e un mwauqregionalismo autonomista amplificato dalla Lega dopo il 1990. La subcultura bianca rappresenta il pilastro fondante, emersa nel secondo dopoguerra come egemonia della Democrazia Cristiana legittimata dalla mwauuChiesa cattolica. Questa cultura, radicata in un cattolicesimo devoto e partecipativo, fornì capitale sociale per la ricostruzione post-bellica: parrocchie, mwauyAzione Cattolica e associazioni laicali organizzarono comunità rurali e periurbane, opponendosi al mwauccomunismo "rosso" emiliano-romagnolo. La deferenza verso mwaugclero e ordine costituito favorì governi moderati, con la DC che canalizzò consenso attraverso reti associative e valori familistici.cite-ref-18[18]cite-ref-19[19]
L'espansione delle piccole e medie imprese dagli anni 60 agli anni 80 – il "miracolo del Nord-Est" – rafforzò questo orientamento. Transizione da agricoltura mezzadrile a distretti industriali (calzature, mobilificio, tessile) premiò un carattere anti-statalista, liberale-moderato: basso intervento pubblico, flessibilità familiare e spirito imprenditoriale cattolico. Leader DC come Bernini incarnarono questo modello, promuovendo infrastrutture senza mwaviwelfare espansivo, in contrasto con il modello statalista emiliano.cite-ref-20[20] Il regionalismo veneto, forgiato dalla dominazione veneziana e dal mwavcRisorgimento, alimentò sfiducia verso mwavgRoma centralista. Post Tangentopoli, la Lega Nord ereditò questa vena, trasformando il voto DC in mwavkfederalismo leghista: anti-immigrazione, difesa locale e priorità al Veneto "piccolo ma produttivo". Questa identità contrasta con il collettivismo operaio delle "regioni rosse".cite-ref-21[21]
Studi quali quelli di Demos & Pi evidenziano la continuità dal voto DC alla Lega, con un conservatorismo persistente al 50-60%.cite-ref-22[22] In sintesi cattolicesimo, mwawmimprenditoria diffusa e mwawqautonomismo creano un conservatorismo socio-liberale unico, con continuità DC-Lega oltre il 50% dal 1970.cite-ref-23[23]
Suddivisione amministrativa
Dal 1º gennaio 1948, ex art. 131 della vigente mwawsCostituzione italiana, il Veneto è una mwawwregione a mwaw0statuto ordinario della mwaw4Repubblica Italiana, ma solo con la mwaw8legge 281 del 1970 furono attuate le sue funzioni. Con 560 comuni sul suo territorio, il Veneto è la terza regione d'mwaxaItalia per suddivisione comunale. Il Veneto è suddiviso in 7 enti di area vasta (di cui 6 province e 1 città metropolitana)cite-ref-24[24]cite-ref-25[25]:
| Stemma | Provincia | Sigla o targa | Abitanti comune capoluogo | Superficie provinciale (km²) | Abitanti provincia | Densità (ab./km²) | Comuni | Mappa | Sito istituzionale |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| | Città metropolitana di Venezia | VE | 249.274 | 2.462 | 833.466 | 338,53 | 44 (lista) | | Venezia . URL consultato il 22 settembre 2019 (archiviato dall' url originale il 16 aprile 2019) . |
| | Provincia di Belluno | BL | 35.462 | 3.610 | 197.316 | 54,65 | 60 (lista) | | Belluno . |
| | Provincia di Padova | PD | 207.747 | 2.142 | 932.990 | 435,57 | 101 (lista) | | Padova . |
| | Provincia di Rovigo | RO | 49.986 | 1.789 | 226.910 | 126,83 | 50 (lista) | | Rovigo . |
| | Provincia di Treviso | TV | 85.908 | 2.477 | 877.449 | 354,24 | 94 (lista) | | Treviso . |
| | Provincia di Verona | VR | 255.126 | 3.121 | 929.429 | 297,80 | 98 (lista) | | Verona . URL consultato il 4 dicembre 2014 (archiviato dall' url originale l'8 luglio 2006) . |
| | Provincia di Vicenza | VI | 110.559 | 2.723 | 854.143 | 313,68 | 113 (lista) | | Vicenza . |
| | Veneto | totale | 994.062 | 18.345 | 4.851.703 | 264,47 | 560 (lista) | | Regione Veneto . |
Presidente e giunta regionale
Il presidente della regione è mwa9gAlberto Stefani, eletto per il primo mandato il 5 dicembre 2025. I risultati delle mwa9kelezioni regionali in Veneto del 2025 hanno eletto Stefani alla carica di presidente con il 64,39% dei voti. La sede dei lavori della giunta regionale è a mwa9oPalazzo Balbi, sul mwa9sCanal Grande a mwa9wVenezia.
Consiglio regionale
È l'organo di rappresentanza regionale, determina l'indirizzo politico e amministrativo della Regione e ne controlla l'attuazione; esercita la potestà legislativa, nonché la potestà regolamentare non attribuita da singole leggi regionali della Giunta; adempie alle altre funzioni conferitegli dalla Costituzione, dallo Stato e dalle leggi. (art. 33 - legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n.1). Ha sede presso mwa-uPalazzo Ferro Fini, mwa-yVenezia.cite-ref-26[26]
| Gruppi consiliari | Numero consiglieri |
|---|---|
| Lega - Liga veneta per Stefani | 15 |
| Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale | 9 |
| Stefani presidente | 4 |
| Forza Italia - Autonomia per il Veneto | 3 |
| Liga Veneta repubblica | 1 |
| Unione di Centro | 1 |
| Partito Democratico | 10 |
| Movimento Cinque Stelle | 1 |
| Alleanza Verdi e Sinistra | 2 |
| Riformisti veneti in Azione | 1 |
| Le civiche venete | 1 |
| Totale | 51 |
Statuto e autonomia
L'istituzione formale della Regione del Veneto si deve alla Costituzione del 1948, peraltro rimasta inattuata sino al 1970. Lo mwbcistatuto regionale del 1971 è l'unico statuto regionale, oltre a quello sardo, che definisce «popolo» gli abitanti della regionecite-ref-27[27]cite-ref-28[28].
Tra il 2005 e il 2008 sono stati effettuati vari mwbcwreferendum, con esito positivo, da parte di comuni confinanti con le regioni del mwbc0Trentino-Alto Adige e del mwbc4Friuli-Venezia Giulia, per ottenere il passaggio dalla regione del Veneto alle due regioni autonome limitrofe. Il procedimento costituzionale richiede che i referendum con esito positivo vengano esaminati per l'approvazione finale dal parlamento nazionale, previo parere obbligatorio dei due consigli regionali interessati.
L'11 gennaio 2012 il Consiglio regionale ha approvato in seconda votazione il nuovo statutocite-ref-29[29]. Il successivo 4 febbraio, tuttavia, il mwbdqgoverno Monti annuncia di voler impugnare dinanzi alla mwbduCorte costituzionale lo Statuto per contrasto tra il comma IV dell'art. 30 sull'autonomia finanziariacite-ref-30[30] e l'articolo 119 comma II della mwbdoCostituzione, scatenando, tra l'altro, le vivaci proteste della maggioranza regionalecite-ref-31[31], intenzione decaduta dietro promessa da parte della presidenza regionale di modificare il comma specificando l'obbligo del rispetto da parte del bilancio regionale dei vincoli e dei principi di coordinamento della finanza pubblicacite-ref-32[32]cite-ref-33[33].
Progetto d'indipendenza o di autonomia
Il 12 giugno 2014, il Consiglio regionale, a maggioranza,cite-ref-34[34] ha votato il progetto di legge per indire un referendum sull'ipotesi di indipendenza del Veneto dall'Italia. Il progetto di legge è stato quindi convertito nella legge regionale numero 16/2014 il 19 giugno 2014,cite-ref-35[35] accompagnata dalla legge numero 15/2014, relativa a un referendum per l'autonomia regionale.cite-ref-36[36]
Nel giugno 2015 la mwbfsCorte costituzionale ha sentenziato, a seguito dell'impugnazione da parte del governo, la bocciatura completa del referendum sull'indipendenza e parziale del mwbfwreferendum sull'autonomia,cite-ref-mattinopd-37-0[37] il quale, dopo un nuovo giudizio da parte della Consulta, è stato ammesso. Il referendum si è svolto domenica 22 ottobre 2017, con affluenza del 57,2% e il 98,1% di voti favorevoli. Sempre lo stesso giorno è stato svolto un mwbgereferendum analogo anche in Lombardia.
Società
Evoluzione demografica
La popolazione del Veneto non è omogeneamente distribuita. Se la media pianura vanta le densità maggiori (soprattutto lungo la fascia che va da mwbgyVerona a mwbgcVenezia passando per mwbggVicenza, mwbgkPadova e mwbgoTreviso), meno popolati sono la bassa Veronese (eccetto nel quadrilatero comprendente mwbgsBovolone, mwbgwIsola della Scala, mwbg0Nogara, mwbg4Cerea e mwbg8Legnago) e il mwbhaPolesine (specie in seguito all'alluvione del 1951). Ancor meno abitate sono le Prealpi e la montagna (la mwbheprovincia di Belluno mostra le densità minori), eccetto l'alto Vicentino (con mwbhiSchio, mwbhmValdagno, mwbhqThiene, mwbhuBassano del Grappa) e la mwbhyValbelluna. A partire dagli anni 1980 si è verificato il fenomeno, molto diffuso in tutto il Norditalia, dello spopolamento delle grandi città (Venezia con mwbhcMestre in testa) a favore dei piccoli e medi comuni delle "cinture" periurbane. Questo ha portato a un notevole sviluppo urbano e taluni hanno constatato la formazione di una vasta megalopoli che si estende in particolare tra Padova, Mestre e Treviso (la cosiddetta mwbhgPaTreVe o Triangolo Veneto)cite-ref-cor-38-0[38]. Nel rapporto annuale mwbh0Censis del 2008 si parla di una grande regione metropolitana (mwbh4GREM) veneta estesa su mwbh86679,6 km² che conta una popolazione di mwbia3 267 420 abitanti e di una piccola area metropolitana (mwbiePAM) veronese estesa su mwbii1426 km² e con una popolazione di mwbim714 724 abitanti.cite-ref-39[39]
Abitanti censiti (migliaia)
Il tasso di incremento naturale annuo è stato uno dei più elevati d'Italia, ma dal 1983 è divenuto per la prima volta negativo. Anche se oggi questa tendenza permane (e, anzi, si è rafforzata), il Veneto resta una delle regioni del Nord Italia con il più alto indice di natalità. Il fenomeno, tuttavia, varia notevolmente da provincia a provincia, anche se la popolazione residente continua comunque a crescere per effetto dell'immigrazione dall'estero, divenuta notevole a partire dal 1990.
Dalla fine dell'Ottocento ebbe luogo un'intensa mwbj4emigrazione di veneti all'estero a causa dell'estrema povertà della regione. Gli abitanti del Veneto si spostarono particolarmente verso Australia, mwbj8Argentina, mwbkaUruguay e mwbkeBrasile. Infatti il Veneto è stato, sino agli anni 1970, una terra di emigrazione (oltre 3 milioni di partenze tra il 1870 e il 1970) per via della povera economia contadina, non affiancata da impianti industriali di rilievo. Sino al fascismo i flussi si dirigevano specialmente in America Latina (mwbkiBrasile, mwbkmArgentina); negli anni 1930 le bonifiche promosse da mwbkqMussolini portarono gli emigranti nel mwbkuLazio (mwbkyLatina) e in mwbkcSardegna (Mussolinia di Sardegna, oggi mwbkgArborea) e anche nelle colonie italiane d'Africa; nel secondo dopoguerra, le correnti si spostarono verso le aree industriali della mwbkkLombardia, del mwbkoPiemonte e della mwbksLiguria, e verso l'Europa centrale, specie dopo l'alluvione del mwbkwPolesine nel 1951 (che costrinse decine di migliaia di persone a lasciare la propria terra)cite-ref-cor-38-1[38].
Il notevole sviluppo dell'industria a partire dagli anni settanta trasformò il Veneto da terra di emigrazione a terra di immigrazione. Più che i rientri, molti sono stati gli immigrati dal Meridione e in seguito dall'estero (mwbliNordafrica, mwblmEuropa orientale), il che ha fatto del Veneto la quinta regione per numero di abitanti (dopo mwblqLombardia, mwbluCampania, mwblyLazio e mwblcSicilia) e una delle prime per numero di stranieri residenticite-ref-cor-38-2[38].
Comuni più popolosi
Di seguito la tabella riporta la popolazione residente nei comuni del Veneto con più di mwbl430 000 abitanti (in grassetto i capoluoghi di provincia):cite-ref-40[40]
| Posizione | Comune | Popolazione (ab.) | Superficie (km²) | Densità (ab./km²) | Provincia o Città metropolitana |
|---|---|---|---|---|---|
| 1º | Verona | 255 180 | 198,92 | 1 282,15 | Verona |
| 2º | Venezia | 249 347 | 415,90 | 599,46 | Venezia |
| 3º | Padova | 208 202 | 93,03 | 2 234,16 | Padova |
| 4º | Vicenza | 110 765 | 80,57 | 1 372,72 | Vicenza |
| 5º | Treviso | 86 097 | 55,58 | 1 547,84 | Treviso |
| 6º | Rovigo | 50 006 | 108,81 | 459,29 | Rovigo |
| 7º | Chioggia | 46 927 | 187,91 | 250,25 | Venezia |
| 8º | San Donà di Piave | 42 268 | 78,73 | 536,01 | Venezia |
| 9º | Bassano del Grappa | 42 231 | 47,06 | 896,94 | Vicenza |
| 10º | Schio | 38 980 | 66,21 | 588,20 | Vicenza |
| 11º | Mira | 37 472 | 99,14 | 378,31 | Venezia |
| 12º | Belluno | 35 524 | 147,22 | 241,02 | Belluno |
| 13º | Conegliano | 34 654 | 36,38 | 952,56 | Treviso |
| 14º | Castelfranco Veneto | 33 256 | 51,61 | 644,18 | Treviso |
| 15º | Villafranca di Verona | 32 776 | 57,34 | 572,32 | Verona |
| 16º | Montebelluna | 31 113 | 49,01 | 635,24 | Treviso |
Etnie e minoranze straniere
Come molte altre regioni italiane, nel XXI secolo il Veneto ha una presenza significativa di cittadini provenienti dall'estero. Al 1º gennaio 2024 la popolazione straniera residente in regione contava mwbfs501 161 personecite-ref-istat-41-0[41], pari all'10,3% della popolazione totale. Le nazionalità più numerose sono le seguenti:cite-ref-42[42]
1. Romania 126 202
2. Marocco 45 239
3. Cina 36 516
4. Albania 31 594
5. Moldavia 26 037
6. Bangladesh 21 809
7. Ucraina 19 639
8. India 18 511
9. Sri Lanka 14 989
10. Niger 14 792
11. Serbia 10 277
12. Macedonia del Nord 9 780
13. Kosovo 9 292
14. Senegal 8 604
Lingue e dialetti
La Regione Veneto si caratterizza per una forte conservazione del proprio idioma storico, distinto in diversi dialetti. Secondo le statistiche, è compreso da quasi il 70% della popolazione,cite-ref-43[43] con un sostanziale bilinguismo Italiano-veneto. La vivacità della lingua veneta è confermata dal fiorire di iniziative culturali ed editoriali che, soprattutto in questi ultimi anni, hanno visto un moltiplicarsi di pubblicazioni. La forte riscoperta delle identità storico-linguistiche è stata recentemente sancita da una legge della Regione Veneto, approvata dal consiglio regionale il 28 marzo 2007, volta alla valorizzazione, alla tutela e alla diffusione della lingua veneta.cite-ref-autogenerato1-44-0[44]
Le altre lingue sono diffuse in aree molto limitate e parlate da minoranze che, spesso, antepongono ai loro idiomi l'italiano o il veneto stesso.
• La mwbh8lingua ladina è parlata in mwbiadiversi comuni della mwbieProvincia di Belluno.cite-ref-45[45]
• Il mwbiccimbro è un dialetto bavaro tirolese un tempo assai diffuso nell'mwbigAltopiano dei Sette Comuni, in mwbikLessinia e nelle località limitrofe. Entrato in crisi già secoli fa, attualmente è parlato solo da poche decine di persone, perlopiù anziane, residenti a mwbioGiazza (VR) e a mwbisRoana (VI).cite-ref-46[46]
• il mwbjefriulano è parlato lungo nei dintorni di mwbjiPortogruaro ed è riconosciuto ufficialmente come lingua minoritaria e storica nei comuni di mwbjmCinto Caomaggiore, mwbjqTeglio Veneto e mwbjuSan Michele al Tagliamentocite-ref-47[47]. In realtà, come per il ladino, anche l'area friulanofona è difficilmente definibile poiché è fortemente influenzata dal veneto. Nel comune di mwbjoSan Michele al Tagliamento dal settembre 2016 è attivo lo "sportello in lingua friulana" che eroga servizi e promuove attività di valorizzazione della lingua friulana.cite-ref-48[48]cite-ref-49[49]
• Il dialetto ferrarese è parlato nella mwbkqTranspadana Ferrarese in mwbkuprovincia di Rovigo.cite-ref-50[50]
Se all'interno della Regione Veneto esistono diverse comunità allofone, specularmente, venetofone sono alcune aree delle regioni confinanti, in particolare il mwbksFriuli-Venezia Giulia occidentale e meridionale (nei dintorni di mwbkwPordenone e mwbk0Monfalcone, tutta la zona costiera da mwbk4Grado fino a mwbk8Muggia), il mwblaTrentino orientale e meridionale, e parte della mwbleprovincia di Mantova. All'estero è venetofona la comunità italiana della mwbliVenezia Giulia in Slovenia (mwblmIstria) e in Croazia (Istria, mwblqQuarnaro e mwbluDalmazia).
Il veneto parlato nella Regione Veneto si divide essenzialmente in quattro macroaree, ognuna con caratteristiche proprie, pur non perdendo la sostanziale unitarietà linguistica. L'area più vasta è quella centrale, comprendente la mwblcprovincia di Padova e mwblgVicenza, parte della mwblkprovincia di Rovigo e parte della mwbloprovincia di Venezia: tra i fenomeni più interessanti che la caratterizzano, oltre a una marcata conservazione delle vocali atone finali, vi è il fenomeno della mwblsmetafonesi.cite-ref-51[51] Questa è invece assente nell'area veneziana, che si estende su tutta la mwbmalaguna di Venezia, da mwbmeChioggia fino a mwbmiCaorle e ha storicamente costituito il riferimento su cui si è modellata la mwbmmkoinè linguistica veneta. Da registrare in quest'area una minore conservazione della vocali atone finali. Questo fenomeno diviene ancora più marcato nelle altre due aree, quella settentrionale trevigiano-bellunese, in cui sono ancora vive le interdentali sorde e sonore, e quella veronese, in cui emerge talvolta il sostrato gallo-italico.cite-ref-52[52]cite-ref-53[53]
Religione
La presenza religiosa in Veneto ha da sempre dato vita a numerose istituzioni ed edifici di culto, soprattutto nella città lagunare, ma non solo. mwbn0Antonio di Padova, noto in città con il nome mwbn4Il Santo, fu prima canonico mwbn8agostiniano a mwboaCoimbra (1210), poi frate mwboefrancescano (1220). Viaggiò molto vivendo prima in Portogallo quindi in mwboiItalia e in mwbomFrancia. Nel 1221 si recò al Capitolo Generale ad mwboqAssisi dove vide di persona Francesco. Professore di mwbouteologia e valente predicatore, fu inviato da mwboyFrancesco d'Assisi a combattere l'eresia catara in mwbocFrancia. Fu trasferito poi a mwbogBologna e quindi a mwbokPadova. Morì all'età di 36 anni. Definito da molti cattolici come mwbooTaumaturgo, cioè autore di prodigi, per la notevole mole di eventi miracolosi a lui ascritti sin dai primi tempi dopo la sua morte e fino a oggi.
La figura di mwbowMarco evangelista, legata alla città di Venezia, si dipana in una serie di tradizioni orali, spesso in contrasto tra loro. Una tradizione lo vuole evangelizzatore in Egitto e fondatore della chiesa di mwbo0Alessandria che lo vuole come suo primo vescovo. Altra tradizione vuole che Marco - prima di rientrare in mwbo4Egitto - fosse stato inviato da Pietro nella metropoli alto-adriatica di mwbo8Aquileia - capoluogo della X Regio Venetia et Histria - per curare l'evangelizzazione dell'area nord-est. A Marco si deve la scelta dei primi vescovi della Chiesa-madre di mwbpaAquileia (Ermagora e Fortunato) dalla quale deriverà, in tempi e per complesse vicende successive, il titolo del patriarca di Grado poi assorbito da mwbpeVenezia. Dopo la sua morte ad mwbpiAlessandria, le spoglie del santo vengono trafugate da mercanti veneziani e portate nell'828 a mwbpmVenezia, dove pochi anni dopo verrà dato inizio alla costruzione della basilica che ancora oggi ospita le sue reliquie.
Il Veneto ospita anche i resti di un altro mwbpuevangelista, mwbpySan Luca, che riposano (tranne la testa conservata a mwbpcPraga) nella mwbpgbasilica di Santa Giustina a mwbpkPadova, assieme alle reliquie di san mwbpoMattia apostolo.
Tra i luoghi di culto, oggetto di pellegrinaggi, vanno ricordati: il mwbpwsantuario della Madonna di Monte Berico a mwbp0Vicenza; il mwbp4santuario della Madonna della Corona, nelle montagne veronesi; il mwbp8santuario della Beata Vergine del Covolo, edificio progettato da mwbqaAntonio Canova situato sulle pendici del mwbqemonte Grappa; il santuario, più moderno e all'interno della città di Padova, di mwbqiSan Leopoldo e il santuario del Cristo Alluvionato a Lama Polesine in mwbqqprovincia di Rovigo.
La fede cristiana si fuse in tale maniera con la tradizione popolare e la vita quotidiana dei mwbqyveneti che proprio a mwbqcVerona sorse una nuova arte, unica al mondo: la famosa tecnica dei concerti di mwbqgcampane alla veronese.
Il Veneto ha dato i natali ad alcuni pontefici della Chiesa cattolica, tra cui vanno ricordati mwbqoPapa Pio X (mwbqsRiese Pio X) e mwbqwPapa Giovanni Paolo I (mwbq0Canale d'Agordo). mwbq4Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyła) trascorse molte delle sue vacanze nelle montagne venete, soprattutto nel Comelico e a mwbq8Lorenzago di Cadore. Proprio questi luoghi, ora, sono oggetto di un progetto di valorizzazione grazie al Cammino delle Dolomiticite-ref-54[54], un percorso ad anello che tocca i luoghi più importanti della spiritualità presenti nella montagna bellunese.
Notevoli le presenze di altre confessioni religiose. La confessione protestante, presente in numerose città con chiese luterane, anglicane, valdesi e metodiste, ha trovato nella Serenissima un ambiente che ha permesso la diffusione della cultura evangelica, data anche la presenza di case editrici. Alcune chiese ortodosse si possono trovare a mwbryVenezia, oggi rivitalizzate dalla presenza di molte persone provenienti dall'mwbrcest europeo di tradizione ortodossa. La più importante è la chiesa di San Giorgio dei Greci, sede dell'Arcidiocesi d'Italia e Malta, dipendente dal Patriarcato di Costantinopoli.
Altra presenza storica, e anche ora molto attiva, è quella della mwbrkcomunità ebraica nel mwbroghetto di Venezia, quartiere presente nel sestiere di Cannaregio.
A mwbrwVenezia tale comunità crebbe godendo inizialmente di un clima di relativa tolleranza, finché il Consiglio dei Pregadi (Senato) dispose il 29 marzo 1516 che tutti gli ebrei dovessero obbligatoriamente risiedere nel “Ghetto nuovo”. Nasce così un'istituzione che verrà poi ampiamente applicata anche nel resto d'Europa. Con la caduta della Repubblica e l'avvento di mwbr0Napoleone furono eliminate le discriminazioni nei confronti degli mwbr4ebrei, i quali furono equiparati in tutto agli altri cittadini. Le porte del ghetto furono eliminate così come l'obbligo di residenza. Al giorno d'oggi questo complesso è rimasto abbastanza integro anche se gli ebrei veneziani sono ormai poche centinaia. Due sinagoghe sono tuttora aperte al culto e quasi tutti gli altri edifici della comunità svolgono ancora funzioni istituzionali (museo, casa di riposo ecc.). Altre comunità ebraiche importanti si trovano a mwbr8Padova e a mwbsaVerona.
Nel territorio del Veneto, non sono attualmente presenti moschee di dimensioni importanti: esistono, tuttavia, dei luoghi di culto per i fedeli musulmani, e alcuni progetti di realizzazione di moschee.
Economia
Dati economici
| | 1997 | 1998 | 1999 | 2000 | 2001 | 2002 | 2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Prodotto Interno Lordo (milioni di €) | 98.907 | 101.463 | 105.334 | 112.719 | 117.096 | 119.886 | 125.729 | 132.481 | 135.911 | 141.000 | 146.986 | 149.385 |
| PIL ai prezzi di mercato per abitante (€) | 23.300 | 24.200 | 24.900 | 26.700 | 27.500 | 26.600 | 27.000 | 27.400 | 27.800 | 29.000 | 30.000 | 30.400 |
Di seguito la tabella che riporta il mwbwePIL, prodotto in Veneto ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:
| Macro-attività economica | PIL prodotto | % settore su PIL regionale | % settore su PIL italiano |
|---|---|---|---|
| Agricoltura, silvicoltura, pesca | € 2.303,3 | 1,66% | 1,84% |
| Industria in senso stretto | € 34.673,6 | 24,95% | 18,30% |
| Costruzioni | € 8.607,7 | 6,19% | 5,41% |
| Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni | € 28.865,8 | 20,77% | 20,54% |
| Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari e imprenditoriali | € 31.499,4 | 22,66% | 24,17% |
| Altre attività di servizi | € 19.517,2 | 14,04% | 18,97% |
| Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni | € 13.526,4 | 9,73% | 10,76% |
| PIL Veneto ai prezzi di mercato | € 138.993,5 | | |
Dal confronto tra il dato regionale e quello nazionale, si evidenzia che rispetto alla media italiana in Veneto è più forte l'incidenza del settore industriale, anche escludendo il settore delle costruzioni. Questa maggiore incidenza dell'industria, si riflette su un minor peso che ha sull'economia veneta tutto quanto ricade sul settore mwbzkAltri Servizi, dove essenzialmente sono raggruppati i servizi resi dalla mwbzopubblica amministrazione, sanità, servizi sociali e mwbzsistruzione pubblica.
Evoluzione storico-economica
Il Veneto è una delle regioni più ricche d'mwbz4Italia. Ha conosciuto una fortissima espansione economica, sin dal secondo dopoguerra, e oggi è sede di importanti attività industriali e terziarie. Complessivamente il mwbz8PIL della regione Veneto registrato nel 2003 è stato di mwb0a94 429,6 milioni di mwb0eEuro nel 1995 che, attualizzati al 2004, corrispondono a mwb0i116 148,4 milioni di mwb0mEuro. Il Veneto apporta, nel 2003, un Valore Aggiunto che costituisce il 67% della ricchezza prodotta dall'intero Nord Est e il 9% di quella nazionale. Attualmente, la crisi economica presente a livello mondiale, incide anche sull'economia veneta. Tuttavia, stando ad analisi recenti, l'export sembra ancora trainare la produzione.cite-ref-57[57]
Lo sviluppo dell'industrializzazione sul finire dell'Ottocento, contemporaneamente all'unione del Veneto all'mwb0kItalia, vede una lunga incubazione protoindustriale, una modernizzazione dell'industria laniera, e lo sviluppo di una classe imprenditoriale, che vede nel territorio vicentino il luogo dove insediare le attività produttive. Il mercato cercava di non rivolgersi più al proprio interno ma di aprirsi al resto d'Italia, rinnovando i processi manifatturieri e trovando delle spinte in una nuova classe dirigente, che vede nuovi protagonisti d'eccezione imporsi. Tra questi vanno ricordati:
• mwb0wAlessandro Rossi: imprenditore laniere mwb00scledense, con il suo pedagogismo industrialista propone una nuova visione dell'azienda industriale in tutto il vicentino.
• mwb08Vincenzo Stefano Breda: si coinvolge in un processo di infrastrutturazione del territorio, coinvolgendosi in attività politiche e in attività bancarie, anche ad alto rischio.
• mwb1eLuigi Luzzatti: capo del movimento che vuole l'affermazione delle Banche mutue popolari.
• mwb1mLeone Wollemborg: ricco possidente, a capo del movimento d'opinione che vuole l'affermazione delle Casse rurali.
Con il 1900 e la rivoluzione dell'energia elettrica, si fanno strada alcune società elettriche, tra cui la Cellina e poi la mwb1uSADE. mwb1yGiuseppe Volpi, dopo aver costituito la SADE, fu autore della crescita del capitale di questa società, fino a farla diventare una delle più importanti realtà produttive di energia, costruendo una rete di distribuzione elettrica che coprì buona parte del territorio veneto. Successivamente, proprio per iniziativa di Volpi, nacque il polo industriale chimico di Venezia (mwb1cMarghera), il quale fungeva da raffineria e da terminal per l'industria del Nord-Ovest. Tale sviluppo industriale di Marghera incominciò nel 1919 per continuare fino al 1932. In questo modo, in Veneto si ha l'introduzione di un'industria ad alta densità di capitale.
Dal 1937 al 1940 il Veneto diventa la terza regione industrializzata d'mwb1kItalia. L'incremento della potenza installata documentava del progresso tecnico e dei miglioramenti produttivi raggiunti dal Veneto nonostante la pesante congiuntura degli anni trenta. Esso si concentrava nelle province di mwb1oVicenza e di mwb1sVenezia, che detenevano così più del 50% della potenza complessivamente disponibile, contro il 43,7% di dieci anni prima. Il progresso era comunque andato in direzioni opposte: a rafforzare i comparti delle industrie di base e di quelle produttrici di beni strumentali nel comprensorio veneziano; a razionalizzare il settore produttivo tessile, in particolar modo il comparto laniero.
Si accentuava così la frattura tra localizzazione della manifattura leggera e localizzazione dei settori trainanti, come quello chimico ad esempio, che nel 1937-1940 presentava dei valori superiori ai dati nazionali: il 4,3% dell'intera occupazione industriale regionale (3,9% il valore nazionale), 32,9 addetti per unità produttiva (16,9), una potenza disponibile pari al 12,7% della regione (9,2% la media nazionale) e al 10,2% della forza motrice complessiva dell'intera industria chimica italiana (era il 3,4% solo dieci anni prima).cite-ref-58[58] Un altro elemento cardine della storia economica del Veneto è l'impresa mwb2eMarzotto di mwb2iValdagno, la quale rappresenta una svolta nella cultura economica veneta: Gaetano Marzotto Jr concepisce l'attività produttiva come continua spinta al cambiamento, all'innovazione, al reinvestimento di capitali e alla realizzazione di economie di scala.
Nel secondo dopoguerra il Veneto conosce un periodo di crisi, diventando una zona povera e senza un'economia trainante. Tuttavia, il Veneto ha saputo uscire da questa crisi grazie al suo essere un aggregato di sistemi, al suo saper coniugare tradizione e innovazione, al suo saper essere internazionale e locale allo stesso tempo, al suo essere formato da uno sviluppo multilineare che ha permesso la nascita di molti distretti, differenziando la produzione in maniera accentuata.
Situazione attuale
Le attività agricole (mwb2yfrumento, mwb2cmais, mwb2gfrutta, mwb2kortaggi) e mwb2ozootecniche (mwb2sbovini, mwb2wsuini) sono ancora di rilievo, e sono molto meccanizzate. L'industria è presente soprattutto nelle province occidentali e sulle coste adriatiche; prevalgono piccole aziende, specializzate nei settori alimentare, tessile, calzaturiero e del mobile.
A mwb24Marghera, nella terraferma veneziana, è ancora attivo il polo chimico industriale di Porto Marghera. Molti sono i segnali che fanno pensare a una sua chiusura, auspicata da molte associazioni di residenti e ambientalisti, tuttavia, il problema occupazionale vivacizza il dibattito, poiché secondo molte associazioni di lavoratori una sua chiusura creerebbe un problema sociale ben peggiore dei danni causati dalla chimica. Molte sono state le morti tra i lavoratori, la cui responsabilità una sentenza ha attribuito ai vertici del Petrolchimico. Treviso e provincia sono anche la prima area d'mwb28Italia per l'abbigliamento giovanile, con il gruppo mwb3aBenetton.
Importanti sono anche le attività bancarie, il commercio e il turismo, nelle località balneari di mwb3iJesolo, mwb3mCaorle, mwb3qBibione, mwb3uEracleamare, mwb3yCavallino-Treporti, mwb3cSottomarina, mwb3gRosolina, nelle località montane di mwb3kCortina d'Ampezzo, mwb3oArabba, mwb3sFalcade, mwb3wVal di Zoldo, mwb30Alleghe, mwb34Pieve di Cadore, mwb38Asiago, nelle città d'arte e sul mwb4alago di Garda.
Con la mwb4icrisi globale di inizio XXI secolo si assiste a una forte delocalizzazione dei settori produttivi delle aziende venete principalmente nei mwb4mpaesi in via di sviluppo; di contro la regione segnala forti progressi e investimenti nelle nuove tecnologie, in particolare nella mwb4qnanotecnologia.
Il Veneto attualmente fa parte sia della mwb4yEuroregione Adriatico Ionica sia della mwb4cComunità di lavoro Alpe Adria.
Secondo l'Osservatorio suicidi per motivazioni economiche della mwb4kLink Campus University, nel periodo 2008-2018 che è seguito alla mwb4oGrande Recessione, il Veneto è stata la regione italiana che per il maggior numero di anni ha conseguito il primato dei suicidi causati dalla crisi economica e bancaria.cite-ref-59[59]cite-ref-60[60]cite-ref-vvox-it-11-sett2016-61-0[61]cite-ref-62[62]
L'anno col maggior incremento relativo a livello nazionale è stato il 2016, che ha registrato un +20% del numero di decessi rispetto ai dodici mesi precedenticite-ref-vvox-it-11-sett2016-61-1[61], mentre l'anno con il più elevato numero di suicidi in assoluto è stato il 2014, con 201 casi accertati.cite-ref-63[63] Contestualmente, la regione resta tra le prime in Italia per diffusione dell'evasione fiscale.cite-ref-64[64]cite-ref-65[65]cite-ref-66[66]
Turismo
I settori turistici possono essere suddivisi nei seguenti ambiti: Città d'arte, Mare, Montagna, Terme, Lagocite-ref-70[70]. Le mwb8qcittà d'arte hanno registrato, relativamente all'anno 2010, 7,2 milioni di arrivi e 16,2 milioni di presenzecite-ref-referencea-71-0[71], mentre il comprensorio balneare ha registrato 3,6 milioni di arrivi e 25,8 milioni di presenzecite-ref-referencea-71-1[71]. Gli arrivi turistici totali nel 2010 sono stati di 5.609.809 italiani e 8.973.933 straniericite-ref-http-69-1[69]. Grazie al suo patrimonio paesaggistico, storico, artistico e architettonico il Veneto è stato, con oltre 16,2 milioni di visitatori e 61,8 milioni di presenze turistiche, la regione più visitata d'Italia nel 2014.cite-ref-72[72]cite-ref-73[73]
Alcuni tipi di condotte e l'esigenza di garantire un turismo di qualità hanno indotto le amministrazioni locali a dotarsi di regole più circostanziate e severe. Il Comune di Venezia ha modificato il proprio Regolamento di Polizia Urbana nel 2018cite-ref-74[74] e nel 2019cite-ref-75[75] per garantire pulizia e decoro nei centri abitati, e la tutela dell'incolumità e della fruibilità urbana. Ha introdotto una lista aree di particolare decoro, il divieto di assunzione di alcolici in orario notturno al di fuori dei locali autorizzati e di circolare in tenuta balneare o a torso nudo, e, per gli esercenti, il limite di occupazione del suolo pubblico di due giorni al mese e l'obbligo di raccolta differenziata obbligatoria.cite-ref-76[76] Oltre alle multe, le sanzioni possono arrivare al mwb-yDaspo, e alla sospensione/revoca della licenza per i pubblici esercenti.
Infrastrutture e trasporti
Assi viari
Autostrade
Elenco delle autostrade passanti per il Veneto:
• mwb-gA4
• mwb-sA13
• mwb-4A22
• mwcaeA27
• mwcaqA28
• mwcacA31
• mwcaoA57
• mwca0SPV
Statali
Elenco delle strade statali passanti per il Veneto:
• SS 10
• SS 11
• SS 12
• SS 13
• SS 14
• SS 16
• SS 47
• SS 48
• SS 50
• SS 51
• SS 52
• SS 53
• SS 62
• SS 249
• SS 251
• SS 309
• SS 450
• SS 482
• SS 638
• SS 641
Oggigiorno gran parte delle strade statali del Veneto è passato, dall'mwcbmANAS, sotto il controllo di mwcbqVeneto Strade, divenendo così mwcbuStrade Regionali.
Ferrovie
Di seguito vengono riportate le linee ferroviarie che percorrono la regione:
• mwccsAdria-Mestre
• mwcc4Bassano del Grappa-Padova
• mwcdeCalalzo-Padova;
• mwcdqCasarsa-Portogruaro;
• mwcdcBrennero-Verona;
• mwcdoMantova-Monselice;
• mwcd0Milano-Venezia;
• mwceaMontebelluna-Treviso
• mwcemPadova-Bologna;
• mwceyPadova-Padova Interporto;
• mwcekPonte nelle Alpi-Conegliano;
• mwcewRovigo-Chioggia;
• mwce8Trento-Venezia;
• mwcfiTreviso-Portogruaro;
• mwcfuVenezia-Trieste;
• mwcfgVenezia-Udine;
• mwcfsBologna-Verona
• mwcf4Verona-Modena;
• mwcgeVerona-Rovigo;
• mwcgqVicenza-Schio;
• mwcgcVicenza-Treviso.
Tutte le linee sopracitate sono gestite da mwcgkRete Ferroviaria Italiana tranne la ferrovia Adria-Mestre, di proprietà regionale, la cui gestione è stata affidata a mwcgoInfrastrutture Venete.
È in corso il potenziamento di alcune linee ferroviarie per ottenere un mwcgwservizio suburbano con orari cadenzati. Questo progetto è conosciuto come mwcg0Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR).
Un tempo la regione era dotata delle seguenti linee ferroviarie:
• mwchiAdria-Ariano Polesine;
• mwchuFerrovia delle Dolomiti;
• mwchgLonigo-Lonigo Città;
• mwchsMantova-Peschiera;
• mwch4Montebelluna-Susegana;
• mwcieSan Vito-Motta;
• mwciqTreviso-Ostiglia;
• mwcicVerona-Caprino-Garda.
Sono in progettazione tre linee ad mwcikalta velocità:
• mwcjaFerrovia Verona-Venezia (alta velocità) (di cui è già stato completato il tronco tra mwcjePadova e mwcjiVenezia)
Porti
• mwcjsPorto di Lido-San Nicolò Il porto del Lido o porto di San Nicolò è l'accesso settentrionale alla mwcj0laguna di Venezia, a nord di quelli di mwcj4Malamocco e mwcj8Chioggia. È situato tra mwckaPunta Sabbioni e l'isola del mwckeLido ed è il principale accesso al mwckiporto di Venezia per il traffico passeggeri e mwckmtraghetto. Il mwckqporto, che deve il suo nome alla vicina mwckuchiesa di San Nicolò, in cui si conservano le mwckyreliquie del mwckcpatrono dei naviganti, è attualmente protetto da due lunghe mwckgdighe foranee, ma sono in corso massicci lavori di risistemazione nell'ambito del progetto mwckkMOSE che ne modificheranno radicalmente l'aspetto, con la creazione di una terza diga in mare aperto, di un'isola artificiale e di un bacino laterale per consentire l'accesso anche quando saranno in funzione gli sbarramenti contro le mwckoacque alte.
• mwck0Porto di Malamocco Il porto di Malamocco o bocca di porto di Malamocco (com'è chiamato in loco) è l'accesso centrale alla mwck8laguna di Venezia, a sud di quello di mwclaLido-San Nicolò e a nord di quello di mwcleChioggia. È situato tra le isole del mwcliLido e di mwclmPellestrina e comunica direttamente attraverso il mwclqcanale dei Petroli con mwcluMarghera, sede delle banchine industriali (mwclycontainer, mwclcprodotti chimici e petroliferi) del mwclkporto di Venezia. Il mwcloporto, che deve il suo nome alla vicina mwclsMalamocco, è attualmente protetto da due lunghe dighe foranee, ma sono in corso massicci lavori di risistemazione nell'ambito del progetto MOSE che ne modificheranno radicalmente l'aspetto, con la creazione di una terza diga in mare aperto e di un bacino laterale per consentire l'accesso anche quando saranno in funzione gli sbarramenti contro le mwclwacque alte.
• mwcl8Porto di Chioggia Il porto di Chioggia o bocca di porto di Chioggia (com'è chiamato in loco) è l'accesso più meridionale della mwcmelaguna di Venezia. È situato tra l'isola di mwcmiPellestrina e mwcmmSottomarina, nel comune di mwcmqChioggia.
• mwcmcPorto di Venezia Il mwcmkporto di Venezia è uno dei più importanti d'mwcmoItalia per il volume di traffico commerciale e uno dei più importanti nel mwcmsMediterraneo per quanto riguarda il settore mwcmwcroceristico.
Aeroporti
Di seguito vengono riportati i principali aeroporti veneti:
• mwcn0Aeroporto di Venezia-Tessera. Insieme all'aeroporto di mwcn4Treviso-Sant'Angelo forma il terzo polo aeroportuale d'Italia
Vengono riportati gli altri aeroporti minori presenti in Regione:
• mwcokAeroporto di Asiago
• mwcowAeroporto di Belluno
• mwco8Aeroporto di Ca' Negra
• mwcpuAeroporto di Legnago
• mwcpgAeroporto di Padova
• mwcpsAeroporto di Thiene
• mwcp4Aeroporto di Treviso-Istrana
• mwcqeAeroporto di Venezia-Lido
Fino al 2008 era presente anche l'mwcqyAeroporto di Vicenza.
Trasporti pubblici
• mwcrsATVO (mwcrwprovincia di Venezia - zona orientale)
• mwcsiDolomitiBus (mwcsmBelluno e provincia)
• mwcsuMobilità di Marca (mwcsyTreviso e provincia)
• SE.AM (mwcskCortina d'Ampezzo)
Oltre alle consuete linee di autotrasporto urbano, due città venete hanno deciso di dotarsi di un nuovo modello di tram, l'mwcs4NTL Translohr, caratterizzato da una guida vincolata per mezzo di una sola rotaia, mentre il movimento è permesso per mezzo di ruote su gomma. A mwcs8Padova tale mezzo è in funzione dal 2007, mentre a mwctaMestre dal 2010.
Istruzione
Università
• mwct0Università Ca' Foscari Venezia Rinomata come una delle Università più prestigiose d'mwct8Italia, prende il nome dalla propria sede principale, il palazzo detto appunto mwcuaCa' Foscari, situato nel mwcuesestiere di mwcuiDorsoduro. L'Università Ca' Foscari di mwcumVenezia, nasce il 6 agosto 1868 come Scuola Superiore di Commercio ed è stata la prima istituzione in mwcuqItalia a occuparsi dell'istruzione superiore nel campo del commercio e dell'economia. Ca' Foscari è oggi una moderna università che presenta un ampio ventaglio di attività formative articolate in quattro grandi aree scientifico-culturali: economica, linguistica, scientifica e umanistica. Per l'anno accademico 2008-2009, offre 23 corsi di laurea triennali (di primo livello) e 30 corsi di laurea specialistica, oltre a master universitari di primo e di secondo livello, 6 scuole di dottorato di ricerca e una scuola di specializzazione per gli insegnanti della scuola secondaria.
• mwcuyUniversità degli Studi di Padova L'Università degli Studi di Padova è fra le più note mwcuguniversità in mwcukItalia, e mwcuofra le più antiche al mondo (la seconda in Italia, la settima al mondo), risalendo al 1222. Nel 2007 contava circa mwcus63 000 studenti e mwcuw2 350 docenti. Si trova nella città di mwcu0Padova.
• mwcvuUniversità Iuav di Venezia L'Università IUAV di mwcvcVenezia è stata fondata come Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1926. La scuola superiore di architettura di Venezia (seconda in Italia, dopo quella di Roma) fu istituita nel dicembre di quell'anno per iniziativa di mwcvgGiovanni Bordiga, allora presidente dell'mwcvkAccademia di belle arti di Venezia. Dal 2001 l'ateneo è diventato Università Iuav di Venezia, affiancando alla facoltà di Architettura le altre due (Design e Pianificazione del territorio). Tra i rettori del passato troviamo: mwcvoGiovanni Bordiga, mwcvsGuido Cirilli, mwcvwGiuseppe Samonà, Carlo Minelli, mwcv4Carlo Scarpa, mwcv8Carlo Aymonino, mwcwaValeriano Pastor, mwcwePaolo Ceccarelli e Marino Folin.cite-ref-79[79] Dal 2015 il rettore dell'Università è Alberto Ferlenga.cite-ref-80[80] Iuav offre lauree triennali in Scienze dell'Architettura, Produzione dell'Edilizia, Arti Visive e dello Spettacolo, Disegno industriale, Pianificazione urbana e territoriale, Servizi informativi territoriali (SIT). Oltre a ciò sono attivi corsi di Laurea Specialistica in Architettura (per la Costruzione, per la Conservazione, per la Sostenibilità, per la Città e per il Paesaggio), in Arti visive, Teatro, Disegno e Comunicazione visiva, Pianificazione.
• mwcwwUniversità degli Studi di Verona L'Università degli Studi di mwcw4Verona è un'università fondata nel 1982 ed è organizzata in otto facoltà e ventisei dipartimenti. L'mwcw8Università degli Studi di Verona è organizzata in due poli principali all'interno della città omonima: quello di Veronetta, che ospita le facoltà umanistiche e l'amministrazione centrale con il rettorato, e quello di Borgo Roma, dove si trovano le facoltà di Medicina e di Scienze. Oltre a questi, essa possiede una facoltà di Giurisprudenza in città e varie sedi minori nelle città vicine: è infatti presente con alcuni corsi di studio a mwcxaLegnago, mwcxeVicenza, mwcxiBolzano, mwcxmTrento, mwcxqAla e mwcxuRovereto.
• mwcxcIstituto Universitario Salesiano Venezia È un'università privata, aggregata all'mwcxkUniversità Pontificia Salesiana di Roma. Attivo dal 1990, ha la sede principale alla mwcxoGazzera di Mestre e una sede secondaria a Verona. È attivo nel campo della psicologia, pedagogia e comunicazione.
Accademie
• mwcx4Accademia di belle arti di Venezia L'Accademia di Belle Arti di mwcyaVenezia nasce il 24 settembre 1750 per volontà del Senato Veneto come "Veneta mwcyeAcademia di Pittura, Scultura e Architettura": il primo Presidente fu Gianbattista Piazzetta, affiancato dai Consiglieri Gianbattista Pittoni e mwcyqGiovanni Maria Morlaiter; tra gli artisti che insegnarono in Accademia si ricordano Piazzetta, mwcyuTiepolo, mwcyyFrancesco Hayez, mwcycLuigi Nono, mwcygEttore Tito, mwcykArturo Martini, mwcyoAlberto Viani, mwcysCarlo Scarpa, Afro, mwcy0Giuseppe Santomaso, mwcy4Emilio Vedova.
• mwczaIstituto veneto di scienze, lettere e arti L'Istituto veneto di scienze, lettere e arti trova origine nel Reale istituto nazionale voluto da mwcziNapoleone Bonaparte per l'mwczmItalia all'inizio del XIX secolo. Venne poi rifondato con l'attuale denominazione dall'imperatore mwczqFerdinando I d'Austria nel 1838. Con l'unione del Veneto all'mwczuItalia, l'Istituto fu riconosciuto di interesse nazionale, assieme alle principali accademie degli stati preunitari, anche se la maggiore attenzione ha continuato a essere rivolta alla vita culturale e scientifica delle Venezie. Dal 1893 ha sede a mwczyPalazzo Loredan Cini e nel 1999 ha acquisito la seconda sede di mwczcPalazzo Cavalli-Franchetti, inaugurata nel 2004. L'Istituto veneto di scienze, lettere e arti è un'accademia che "ha per fine l'incremento, la diffusione e la tutela delle scienze, delle lettere e arti"cite-ref-81[81].
• Ateneo Veneto di Scienze, Lettere e arti Organizzazione non profit che promuove la valorizzazione delle scienze e della cultura legate, in qualche modo, al territorio.
• Accademia galileiana di scienze, lettere e arti di Padova, fondata come Accademia dei Ricovrati il 25 novembre 1599, una delle più antiche accademie tuttora operati.
Conservatori
Il Veneto vanta una tradizione prestigiosa nell'ambito della formazione musicale, è una terra rinomata per la qualità dei suoi mwcakcori polifonici e le sue mwcaoorchestre. In regione vi sono sette conservatori statali di musica:
• mwca0Conservatorio Benedetto Marcello di mwca4Venezia
• mwcbaConservatorio Agostino Steffani di mwcbeCastelfranco Veneto
• Conservatorio Evaristo Felice dall'Abaco di mwcbqVerona
• mwcbyConservatorio Arrigo Pedrollo di mwcbcVicenza
• mwcbkConservatorio Cesare Pollini di mwcboPadova
• Conservatorio Antonio Buzzolla di mwcb0Adria
• mwcb8Conservatorio Francesco Venezze di mwccaRovigo
Altri istituti e fondazioni
Sanità
A seguito della riforma regionale sanitaria del 2016, nella Regione furono individuate nove mwccgaziende sanitarie locali:cite-ref-quotidianosanita-82-0[82]cite-ref-83[83]
• "ULSS 1 Dolomiti" per la mwcdmprovincia di Belluno
• "ULSS 2 Marca Trevigiana" per la mwcduprovincia di Treviso
• "ULSS 3 Serenissima" per la parte centrale e meridionale della mwcdcprovincia di Venezia, compreso il capoluogo
• "ULSS 4 Veneto Orientale" per la restante parte della mwcdkprovincia di Venezia
• "ULSS 5 Polesana" per la mwcdsprovincia di Rovigo
• "ULSS 6 Euganea" per la mwcd0provincia di Padova
• "ULSS 7 Pedemontana" per la parte settentrionale della mwcd8provincia di Vicenza
• "ULSS 8 Berica" per la parte occidentale, centrale e meridionale della mwceeprovincia di Vicenza, compreso il capoluogo
• "ULSS 9 Scaligera" per la mwcemprovincia di Verona
Dalla stessa riforma furono inoltre confermate alcune eccellenze della Regione: l'mwceuAzienda Ospedaliera di Padova, l'mwceyAzienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e l'mwcecIstituto Oncologico Veneto.cite-ref-quotidianosanita-82-1[82]
Cultura
Patrimoni dell'umanità
In Veneto sono presenti otto beni inseriti nella mwce8lista dei siti patrimonio dell'umanità redatta dall'agenzia mwcfaUNESCO, in quanto rappresentano delle particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale:cite-ref-84[84]
mwcfcVenezia e mwcfgla sua Laguna
Venne iscritta nel 1987 in quanto «Fondata nel V secolo e sviluppatasi su 118 piccole isole, Venezia divenne una grande potenza marittima nel X secolo. L'intera città è uno straordinario capolavoro dell'architettura in cui anche il più piccolo edificio può custodire opere di alcuni dei più grandi artisti del mondo quali mwcfoGiorgione, mwcfsTiziano, mwcfwTintoretto, mwcf0Veronese e altri».cite-ref-85[85]
mwcgqCittà di Vicenza e mwcgule ville palladiane del Veneto
Sito iscritto nel 1994 e ampliato nel 1996, in quanto «Fondata nel II secolo a.C. nell'Italia settentrionale, Vicenza prosperò sotto il dominio veneziano dall'inizio del XV secolo fino alla fine del XVIII secolo. L'opera di mwcgcAndrea Palladio (1508–80), basata su uno studio dettagliato dell'architettura classica, conferisce alla città un aspetto unico. Gli edifici urbani di Palladio, così come le sue ville, sparse in tutto il Veneto, hanno avuto un'influenza decisiva sullo sviluppo dell'architettura. Il suo lavoro ha ispirato uno stile architettonico denominato mwcggpalladianesimo che si diffuse in Inghilterra, oltre che in altri paesi europei, e nel Nord America».cite-ref-86[86]
Bene iscritto nel 1997 in quanto «Il primo giardino botanico del mondo è stato creato a Padova nel 1545. Conserva ancora la sua disposizione originale: un elemento centrale circolare che simboleggia il mondo, circondato da un anello d'acqua. Altri elementi furono aggiunti in seguito, alcuni architettonici (ingressi ornamentali e balaustre) e alcuni pratici (impianti di pompaggio e serre). Continua ad essere utilizzato per il suo scopo originale ovvero centro di ricerca scientifica».cite-ref-87[87]
mwchcCittà di Verona
Iscritta nel 2000 in quanto «La storica città di Verona fu fondata nel I secolo a.C. Fiorì in particolare sotto il governo della famiglia Scaligera nel XIII e XIV secolo e come parte della Repubblica di Venezia tra il XV e il XVIII secolo. Verona ha conservato un considerevole numero di monumenti dall'antichità, dai periodi medievale e rinascimentale, e rappresenta un esempio eccezionale di fortezza militare.»cite-ref-88[88]
mwch8Le Dolomiti
Enorme area iscritta nel 2009 in quanto «Il sito delle Dolomiti comprende una catena montuosa delle Alpi settentrionali italiane, si estende su ben 141mwcie 903 ettari e conta 18 cime che superano i 3000 metri di mwciialtitudine. Presenta alcuni dei più bei paesaggi montani, con pareti verticali, strapiombi e un'alta densità di strette, profonde e lunghe valli. Un sito seriale composto da nove aree che presentano una varietà di paesaggi spettacolari di rilievo internazionale per la geomorfologia segnata da guglie, pinnacoli e pareti rocciose, inoltre il sito presenta anche formazioni glaciali e sistemi carsici. È caratterizzato da processi dinamici come frequenti frane, alluvioni e valanghe. Il sito presenta anche uno dei migliori esempi di conservazione di rocce carbonatiche di età mesozoica, con resti fossili».cite-ref-89[89]
Un sito seriale iscritto nel 2011 che in Veneto comprende il mwcissito palafitticolo Belvedere, mwciwdel Frassino, mwci0della Tombola e il mwci4laghetto della Costa. Si tratta quindi di «Un sito seriale composto da 111 piccoli siti che comprendono i resti di insediamenti preistorici su palafitte situati dentro e attorno alle Alpi, costruiti tra il 5000 a.C. e il 500 a.C. lungo i bordi dei laghi, dei fiumi o in zone umide. Gli scavi archeologici, condotti solo in alcuni di questi siti, hanno rinvenuto testimonianze che forniscono informazioni sulla vita in età preistorica durante il Neolitico e l'età del bronzo nell'area alpina dell'Europa e sui modi in cui le comunità interagivano con il loro ambiente».cite-ref-90[90]
Un sito seriale iscritto nel 2017 che in Veneto comprende la mwcjcfortezza di Peschiera, lungo le sponde del mwcjglago di Garda. Si tratta di «Un sito composto da sei opere di difesa situate in Italia, Croazia e Montenegro, che si estendono per oltre 1mwcjk 000mwcjo km tra la Lombardia e la costa adriatica orientale. Le fortificazioni dello Stato da Terra proteggevano la Repubblica di Venezia dalle altre potenze europee da nord-ovest mentre quelle dello Stato da Mar proteggevano le rotte marittime e i porti nel mare Adriatico verso il Levante. Furono necessari per sostenere l'espansione e il governo della Serenissima. L'introduzione della polvere da sparo portò a significativi cambiamenti nelle tecniche e nell'architettura militare che si riflettono nella progettazione delle cosiddette fortificazioni alla moderna, o fortificazioni bastionate, che si diffusero poi in tutta Europa».cite-ref-91[91]
Iscritto nel 2019 in quanto, «Situato nell'Italia nord-orientale, comprende parte del paesaggio vitivinicolo dell'area di produzione del mwckmProsecco. Il paesaggio è caratterizzato da una conformazione geologica peculiare, dai cosiddetti "ciglioni" (stretti terrazzamenti erbosi su cui si coltivano le viti), boschi, piccoli centri abitati e da terreni agricoli. Per secoli questi terreni accidentati sono stati modellati e resi adatti alla coltura dall'uomo. Dal XVII secolo, l'uso dei ciglioni ha creato un particolare paesaggio costituito da filari di viti parallele e ortogonali ai declivi delle colline. Nel XIX secolo, la tecnica di coltivazione della "bellussera" ha contribuito alle caratteristiche estetiche del territorio».cite-ref-92[92]
Letteratura e teatro in lingua veneta
La letteratura in mwcnolingua veneta affonda le sue radici nella produzione di testi poetici e in prosa in mwcnslingua volgare, che si sviluppa nell'area corrispondente all'incirca all'odierna Regione Veneto a partire dal XII secolo. La letteratura veneta, dopo un primo periodo di splendore nel Cinquecento con il successo di artisti come il mwcnwRuzante, giunge al suo massimo apogeo nel Settecento, grazie all'opera del suo massimo esponente, il drammaturgo mwcn0Carlo Goldoni. Successivamente la produzione letteraria in lingua veneta subisce un periodo di declino a seguito della caduta della repubblica di mwcn4Venezia, riuscendo comunque nel corso del Novecento a raggiungere vette liriche mirabili con poeti come Giacomo Noventa, mwcn8Biagio Marin di mwcoaGrado, Virgilio Giotti di Trieste, Andrea Zanzotto, fino ad arrivare, nei tempi più recenti, ad autori come mwcoeErnesto Calzavara, mwcoiEugenio Tomiolo, Claudio Grisancich, mwcomLuciano Cecchinel, Gianmario Villalta e mwcoqIvan Crico.
Letteratura e teatro in lingua italiana
Il Novecento
Tra gli scrittori del Novecento che hanno lasciato un'importante traccia nel panorama culturale italiano, vanno sicuramente citati alcuni importanti scrittori veneti. Tra questi occorre citare sicuramente il moglianese mwcogGiuseppe Berto (1914-1978), autore di mwcokAnonimo Veneziano, mwcooIl Male oscuro e mwcosmwcowIl cielo è rosso.
Inoltre, va ricordato mwco4Mario Rigoni Stern (1921-2008), il quale, nato, cresciuto e morto ad Asiago, ha saputo raccontare i personaggi, i colori, i suoni e i silenzi dell'mwco8Altopiano dei Sette Comuni, autentico appartenente alla cultura dei mwcpaCimbri a cui si è sempre sentito legato. In tal senso, una delle opere più rappresentative è il mwcpeBosco degli urogalli, o mwcpiUomini, boschi, api. Ma l'esperienza della campagna di Russia ha segnato la sua vita e ha ispirato dei veri e propri capolavori come mwcpmmwcpqIl sergente nella neve.
Il trevigiano mwcpyGiovanni Comisso (1895-1969) è stato senza dubbio uno dei più estrosi e dei più attivi giornalisti e scrittori. Tra le sue opere meritano di essere ricordate mwcpcLa mia casa di campagna e mwcpgUn gatto attraversa a strada.
mwcpoLuigi Meneghello (1922-2007), vicentino di Malo, è l'autore di numerosi romanzi tra cui mwcpsmwcpwLibera nos a Malo e mwcp0Pomo Pero, libri nei quali l'elemento ispiratore è l'ambiente paesano di Malo. Meneghello utilizza uno stile originale, basato su un registro colto e raffinato, nel quale inserisce neologismi o espressioni venete italianizzate.
Tra gli altri scrittori vanno segnalati:
• mwcqePaolo Barbaro
• mwcqmDino Buzzati
• mwcquFerdinando Camon
• mwcqcAntonio Fogazzaro
• mwcqkCesare Marchi
• mwcqsGoffredo Parise
• mwcq0Guido Piovene
• mwcq8Giorgio Saviane
• mwcreSergio Saviane
• mwcrmRenato Olivieri
I nostri giorni
Per quanto concerne la letteratura contemporanea, mwcrcGiuliano Scabia ha saputo conquistare un posto nell'ambito del panorama veneto e nazionale, grazie soprattutto al romanzo "Nane Oca", nei quali l'atmosfera delle storie popolari si mescola alla creatività linguistica e narrativa creando una storia raffinata, fatta di vicende che si rimandano, di personaggi che si moltiplicano, per creare quell'atmosfera tipica del racconto orale veneto.
mwcrkAlberto Ongaro è autore di numerosi romanzi, quali "La partita", "La taverna del doge Loredan", e "L'ombra abitata", che, insieme con l'amico veneziano mwcroHugo Pratt, tradurrà in fumetti.
mwcrwRomolo Bugaro, padovano di nascita, nel romanzo "La buona e brava gente della nazione" (mwcr0premio Campiello nel 1998) scrive e racconta della vita di trentenni di provincia che scoprono la disillusione di tutto ciò che la giovinezza aveva portato a sognare. Lo stile denso, che prende forma in una scrittura barocca che, però, accompagna dialoghi serrati ma linguisticamente poveri, accentua questo conflitto tra un atteggiamento pomposo e una dissoluzione linguistica e sociale.
mwcr8Tiziano Scarpa, autore di numerosissimi romanzi, è anche molto attivo sul piano teatrale, con attività pubbliche di letture in piazze e teatri; importanti sono anche le sue collaborazioni con musicisti e scrittori. Ha scritto i romanzi Occhi sulla graticola (Einaudi, 1996), Kamikaze d'occidente (Rizzoli, 2003) e Stabat Mater (Einaudi, 2008); le raccolte di racconti Amore® (Einaudi, 1998), Cosa voglio da te (Einaudi, 2003) e Amami, in cui accompagna con sessanta microstorie altrettante immagini di Massimo Giacon (Mondadori, 2007); la raccolta di aforismi Corpo (Einaudi, 2004); il libro di interventi critici Cos'è questo fracasso? (Einaudi, 2000), il poema Groppi d'amore nella scuraglia (Einaudi, 2005). Nel 2006 esce per Fanucci il libro Batticuore fuorilegge, raccolta di interventi, saggi, racconti e poesie uscite su giornali e siti web. Comuni mortali, contiene tre testi teatrali: Comuni mortali, Gli straccioni e Il professor Manganelli e l'ingegner Gadda (Effigie, 2007). Nel 2008, oltre a Stabat Mater, sono usciti la raccolta di poesie Discorso di una guida turistica di fronte al tramonto (Amos edizioni, 2008) e il testo teatrale L'inseguitore (Feltrinelli, 2008). Nel 2000 ha pubblicato per Feltrinelli la guida Venezia è un pesce, opera che nel 2002 ha letto ad alta voce e pubblicato per il Narratore audiolibri editrice.
mwcseMarco Paolini è autore teatrale e interprete di un repertorio che appartiene al cosiddetto teatro civile. La sua attività si distingue per il gusto dello studio dei testi e della ricerca delle fonti e per l'accostamento continuo dei fatti a trovate teatrali spesso dissacranti e ironiche. I suoi spettacoli sono per la gran parte sviluppati in monologhi spesso recitati in lingua veneta. Fino al 1994 Paolini ha lavorato in vari gruppi teatrali: mwcsiTeatro degli Stracci, mwcsmStudio 900 di mwcsqTreviso, mwcsuTag Teatro di mwcsyMestre e mwcscLaboratorio Teatro Settimo. Con quest'ultimo ha realizzato mwcsgAdriatico (1987), il primo della serie degli mwcskAlbum, e ha partecipato all'allestimento di diversi spettacoli teatrali, rivedendo fra gli altri mwcsoShakespeare e mwcssGoldoni. Negli anni 1990 incomincia a collaborare con la mwcswCooperativa Moby Dick - Teatri della Riviera con cui ha realizzato spettacoli come mwcs0mwcs4Il racconto del Vajont, mwcs8Appunti foresti, mwctaIl milione - Quaderno veneziano di Marco Paolini e i mwcteBestiari (raccolta di spettacoli dedicati al recupero della cultura locale, in particolare veneta). Proprio grazie a mwctiIl racconto del Vajont Paolini arriva al grande pubblico; lo spettacolo vince nel 1995 il mwctmPremio Speciale Ubu per il Teatro Politico, nel 1996 il Premio Idi per la migliore novità italiana e nel 1997 l'Oscar della televisione come miglior programma dell'anno, per la trasmissione televisiva su mwctyRai 2 dello spettacolo (in diretta dalla diga del mwctcVajont il 9 ottobre 1997, anniversario del mwctgdisastro del Vajont).cite-ref-93[93]
mwct4Ivan Crico, poeta, si esprime in lingua e impiegando il mwct8dialetto bisiacco un'antica varietà della lingua veneta. Discende, per via paterna, da una nobile famiglia veneta di mwcuaFeltre. Nel 1999 ha ideato e fondato, assieme al poeta mwcuePierluigi Cappello, La barca di Babele, una collana di poesia, che accoglie autori noti dell'area veneta, friulana e triestina. È impegnato in un'intensa attività artistica e di diffusione della cultura veneta anche nelle scuole e in campo istituzionale all'interno di un progetto legislativo di valorizzazione delle varietà venete del Friuli-Venezia Giulia. Varie e significative sono le iniziative culturali sviluppate nel Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Austria, Slovenia e Croazia che fanno capo a questo poeta, legate alla poesia, alla saggistica, a convegni per la valorizzazione dei dialetti e delle lingue minoritarie europee, alla reciproca conoscenza fra i vari popoli, anche in collaborazione con studiosi e poeti veneti, sloveni, austriaci, sardi, siciliani, francesi e catalani. Con recensioni e interviste a noti esponenti del mondo artistico nazionale (da Marco Paolini a Toti Scialoja fino alla cantante Elisa) collabora da una ventina d'anni con diverse riviste nazionali. Nel 2009 ha ricevuto il mwcuipremio nazionale di poesia Biagio Marin, il massimo riconoscimento in Italia per la poesia in dialetto e nelle lingue delle minoranze linguistiche storiche.
Poeti
Fra i più importanti poeti veneti o di lingua veneta si ricordano (in ordine alfabetico):
Teatri
• mwcveTeatro La Fenice Il Teatro La Fenice è il principale teatro lirico di mwcvmVenezia. Più volte distrutto dal fuoco e riedificato, è sede di un'importante stagione operistica e del Festival internazionale di musica contemporanea. Il Teatro la Fenice di Venezia venne progettato nel 1790 da mwcvqGiannantonio Selva per una società di palchettisti dell'aristocrazia di mwcvuVenezia; il teatro veneziano fu costruito celermente nonostante le numerose polemiche sulla sua collocazione e sulla sua struttura razionalista e neoclassica.
• mwcvcTeatro Malibran Il Teatro Malibran è un teatro veneziano. È noto soprattutto per la sua importanza in ambito operistico che ebbe tra il XVII e il XVIII secolo, quando portava il nome di Teatro San Giovanni Grisostomo.
• mwcvoTeatro stabile del Veneto Carlo Goldoni Il Teatro "Carlo Goldoni" di mwcvwVenezia corrisponde all'antico Teatro Vendramin, detto anche di San Salvador o di San Luca, e fu inaugurato nel 1622. Il Teatro Goldoni è ubicato in prossimità del mwcv0Ponte di Rialto, nel centro storico di mwcv4Venezia. È un teatro all'italiana, con la sala strutturata in platea e quattro ordini di palchi-galleria, per una capienza totale di 800 posti; il palcoscenico è largo 12 mwcv8metri e profondo 11,20 ed è dotato di mwcwagraticcio in mwcweferro. Il Teatro Goldoni ospita la Stagione di Prosa organizzata dal Teatro Stabile del Veneto "Carlo Goldoni", la rassegna di Teatro Ragazzi e altre manifestazioni in concessione (balletti, operette, concerti e convegni).
• mwcwmTeatro Verdi (Padova) Il Teatro Verdi è il principale teatro padovano. L'edificio, commissionato da una società di nobili padovani, venne realizzato dall'architetto padovano mwcwuGiovanni Gloria su progetto dell'architetto mwcwyAntonio Cugini di mwcwcReggio Emilia. Attualmente il Verdi è la sede operativa del Teatro Stabile del Veneto "Carlo Goldoni".
• mwcwkTeatro Olimpico Il Teatro Olimpico è un teatro progettato dall'architetto rinascimentale mwcwsAndrea Palladio nel 1580 e sito in mwcwwVicenza. È generalmente ritenuto il primo esempio di teatro stabile coperto dell'epoca moderna. La realizzazione del teatro, all'interno di un preesistente complesso medievale, venne commissionata a Palladio dall'Accademia Olimpica per la messa in scena di commedie classiche. La sua costruzione ebbe inizio nel 1580 e venne inaugurato il 3 marzo 1585, dopo la realizzazione delle celebri scene fisse di mwcw0Vincenzo Scamozzi. Tali strutture lignee sono le uniche d'epoca rinascimentale a essere giunte fino a noi, peraltro in ottimo stato di conservazione. Il teatro è tuttora sede di rappresentazioni e concerti ed è stato incluso nel 1994 nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'mwcw4UNESCO, come le altre opere palladiane a mwcw8Vicenza.
• mwcxeTeatro Filarmonico (Verona) Il Teatro Filarmonico è il principale teatro d'opera di mwcxmVerona. È di proprietà dell'Accademia Filarmonica di Verona, fin dalla sua fondazione, ma viene utilizzato dalla fondazione dell'Arena come sede della stagione lirica invernale.
• mwcxuTeatro romano di Verona Il teatro romano di Verona sorge nella parte settentrionale della città, ai piedi di colle San Pietro. Questo mwcxcteatro è stato costruito alla fine del I secolo a.C., periodo che a mwcxgVerona ha visto la monumentalizzazione del colle San Pietro. Prima della sua costruzione tra il mwcxkponte Pietra e il mwcxoponte Postumio vennero costruiti dei muraglioni sull'mwcxsAdige, paralleli al teatro stesso, per difenderlo da eventuali piene del fiume. È ritenuto il più importante teatro romano del mwcxwnord Italia. Attualmente viene utilizzato per rassegne di prosa durante la stagione estiva.
• mwcx4Teatro comunale Mario Del Monaco di mwcx8Treviso
• mwcyeTeatro Accademia di mwcyiConegliano
• Teatro Rivoli di mwcykValdagno È il teatro più grande del Veneto e uno dei più grandi del nord est. È chiuso dal 30 giugno 1981.
• mwcywTeatro Sociale di Rovigo
• mwcy4Teatro Salieri di mwcy8Legnago
• mwczuTeatro de la Sena di mwczyFeltre
• Teatro Sociale di Villa Bartolomea
Pittura, architettura e scultura
Medioevo e gotico
Il Medioevo ha permesso la creazione di opere monumentali quali il complesso di chiese dell'isola di mwcz0Torcello, nella laguna veneziana, con la mwcz4cattedrale di Santa Maria Assunta fondata nel 639, il campanile eretto nell'XI secolo e la chiesa di mwcz8Santa Fosca realizzata intorno al 1100, edifici importanti per la presenza di mosaici. A mwc0aVerona il Medioevo ha visto la costruzione della mwc0ebasilica di San Zeno Maggiore, opera nella quale più che altrove si scorge la mescolanza di stili che in quel periodo fecero di Verona un importante crocevia per il Nord mwc0iEuropa.
Tra gli esempi di mwc0qarte gotica, oltre alle chiese veneziane di mwc0uSanta Maria Gloriosa dei Frari e a quella di Santi Giovanni e Paolo, troviamo le mwc0yArche scaligere nel centro storico di mwc0cVerona.
Giotto e Padova
Mentre nelle città venete l'impostazione rimaneva quella mwc1ebizantina, un elemento di innovazione viene portato a Padova da mwc1iGiotto, portatore di una nuova tradizione pittorica: quella toscana. Verso il 1302 riceve l'incarico dal banchiere mwc1mEnrico Scrovegni di affrescare la cappella di famiglia, oggi nota appunto con il nome di mwc1qCappella degli Scrovegni, uno dei monumenti artistici più importanti di mwc1uPadova e del Veneto. Le influenze del contributo di Giotto si sono fatte sentire subito, e si ritrovano negli affreschi di mwc1yGiusto de' Menabuoi nel mwc1cbattistero del mwc1gDuomo di Padova e in quelli di mwc1kAltichiero nella mwc1oBasilica di Sant'Antonio.
Il Rinascimento
Dopo una fase di sviluppo dell'mwc2marte gotica, con la creazione di opere importanti tra cui il palazzo della mwc2qCa' d'Oro, il mwc2uPalazzo Ducale e le basiliche di mwc2ySanta Maria Gloriosa dei Frari e mwc2cdei Santi Giovanni e Paolo a Venezia, l'influsso rinascimentale inaugurò una nuova stagione. Oltre a Donatello, un importante artista rinascimentale fu il veneto mwc2gAndrea Mantegna (1431-1506), la cui opera più importante presente in Veneto è forse la mwc2kmwc2oPala di San Zeno a Verona. Con l'espandersi in terraferma della Serenissima e il consolidarsi delle sue istituzioni si ebbe anche uno sviluppo artistico di eccezionale levatura: Mantegna, mwc2sVittore Carpaccio, mwc2wGiovanni Bellini, mwc20Cima da Conegliano, mwc24il Pordenone gettarono le basi di quella che sarebbe stata la stagione della mwc28pittura veneta.
Il Rinascimento troverà in mwc3ePadova la sua culla veneta dove crescere e svilupparsi. Tra gli artisti rinascimentali che operarono troviamo mwc3iDonatello, il quale lavorò soprattutto a Padova e in particolare nell'altare della mwc3mbasilica di Sant'Antonio, il mwc3qPisanello, le cui opere sono presenti soprattutto a Verona e in particolare nella mwc3uchiesa di Sant'Anastasia (suo è l'affresco di mwc3ySan Giorgio).
Giorgione e Tiziano
La fase successiva vide come protagonisti mwc3kGiorgione, mwc3oTiziano, mwc3sSebastiano del Piombo e mwc3wLorenzo Lotto. Se nella prima fase, con Carpaccio e Bellini, le influenze della pittura internazionale furono ancora evidenti e i riferimenti all'mwc30arte fiamminga numerosi, con Giorgione e Tiziano incominciò un nuovo modo di fare pittura, originale e innovativo, che caratterizzò i pittori della scuola veneta rispetto ad altre tradizioni. Giorgione, artista enigmatico per le sue opere piene di allegorie, creò le sue opere senza partire da un disegno preparatorio ma utilizzando il colore a macchie per trasmettere la sensazione dell'immagine. Questa innovazione cercava l'imitazione dei fenomeni naturali creando delle atmosfere con i colori e mettendo in secondo piano la ricerca della perfezione figurativa. Una delle sue opere più celebri, la mwc34mwc38Tempesta (1506-1508), oggi nelle mwc4aGallerie dell'Accademia a Venezia, è un esempio di questo uso del colore, in cui l'impasto cromatico indefinito e la trama continua della pittura priva di disegno preparatorio conferiscono all'opera un'atmosfera particolare. Tiziano, bellunese nato a mwc4ePieve di Cadore, portò avanti l'uso di questa tecnica pittorica senza disegno, creando capolavori come lmwc4i'mwc4mmwc4qAssunta (1516-1518), mwc4upala d'altare dalle dimensioni imponenti visibile sull'altare principale della basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia; un'opera la cui suggestione è dovuta all'uso del colore in cui predominano toni accesi.
Tintoretto, Veronese e Bassano
Jacopo Robusti detto il mwc4kTintoretto (1518-1594) riprende il manierismo romano ma lo rielabora in uso tipicamente veneto del colore, accentuando il luminismo e dando alle proprie opere delle prospettive insolite, a volte vere e proprie deformazioni prospettiche, con lo scopo di accrescere il senso di tensione che permea l'opera. Palazzi e chiese di mwc4oVenezia sono pieni di capolavori firmati da Tintoretto, ma vanno citati senza dubbio i 66 dipinti presenti nella mwc4sScuola Grande di San Rocco e l'mwc4wUltima Cena nella mwc40chiesa di San Giorgio. Paolo Caliari detto il mwc44Veronese (1528-1588), con opere che celebravano la vita di Venezia, si dedica a opere civili come palazzi e case di nobili veneziani. Sue furono parte della decorazione di mwc48Palazzo Ducale e la decorazione di numerose ville mwc5apalladiane, tra cui mwc5eVilla Barbaro. Jacopo da Ponte detto mwc5iBassano (1517-1592) rinnovò l'arte figurativa lagunare pur essendo un artista dell'entroterra, grazie all'introduzione di immagini prese dalla vita reale, arricchiti da un tocco drammatico e intenso.
Palladio
mwc5sAndrea Palladio, divenuto il mwc5wproto (architetto capo) della Repubblica di Venezia, è l'mwc50architetto più famoso nel mondo e una delle figure più influenti nella mwc54storia dell'architettura. Nato nel 1508 a mwc58Padova e morto nel 1580, si trasferì in gioventù a mwc6aVicenza, dove visse e operò. Tra le sue architetture si ricordano anzitutto le numerose mwc6eville, dislocate nella campagna tra le province di mwc6iVicenza, mwc6mPadova e mwc6qTreviso e le chiese mwc6uveneziane di mwc6ySan Giorgio, quella del mwc6cRedentore, e delle mwc6gZitelle, nell'isola della mwc6kGiudecca. I suoi palazzi sono situati quasi esclusivamente a Vicenza, dove ha lasciato i suoi capolavori assoluti.
L'architettura palladiana riprende i motivi dell'architettura classica romana, nelle ville che richiamano le forme del mwc6stempio, creando capolavori quali mwc6wVilla Emo, mwc60Villa Barbaro, mwc64Villa Almerico Capra, mwc68Villa Foscari detta la Malcontenta. A questa estetica, anticipatrice del mwc7aneoclassico, corrisponde una rigorosa ricerca della funzionalità che doveva avere una mwc7evilla di campagna, nella quale il corpo centrale, abitazione del mwc7iproprietario, deve consentire il controllo sulle attività produttive della campagna circostante, strutturando le parti funzionali, come le mwc7mbarchesse, a ridosso del corpo centrale. Nel caso di villa Badoer, la barchessa, formata da un ampio colonnato circolare, racchiude l'aia antistante la facciata della villa, permettendo così di creare uno spazio che richiama l'idea antica del mwc7qforo romano, e portando tutte le attività della campagna a gravitare davanti alla villa stessa.
La ricerca stilistica di Palladio ha dato vita a un movimento architettonico, il mwc7ypalladianesimo, che ha avuto grande seguito nei tre secoli successivi, ispirando altri architetti, alcuni dei quali suoi allievi diretti, tra cui mwc7cVincenzo Scamozzi, che dopo la morte del maestro ne completò alcune opere, tra cui anzitutto il mwc7gTeatro Olimpico a mwc7kVicenza.
Il Settecento
Nel Settecento la scuola veneziana può contare su numerosissimi artisti: i pittori mwc7wGiambattista Tiepolo, suo figlio mwc70Giandomenico, mwc74Giovanni Battista Piazzetta, mwc78Pietro Longhi, mwc8aMarco e mwc8eSebastiano Ricci, mwc8iNicolò Bambini, mwc8mSebastiano Bombelli, mwc8qGiovanni Antonio Fumiani, mwc8uGaspare Diziani, il pittore d'architetture mwc8yGirolamo Mengozzi Colonna, la pittrice mwc8cRosalba Carriera; gli scultori Morlaiter, mwc8kFilippo Parodi, Bernardi Torretti e suo nipote mwc8sGiuseppe Torretto; gli architetti mwc8wGerolamo Frigimelica, mwc80Giorgio Massari, mwc84Giovanni Scalfarotto, mwc88Tommaso Temanza; il vedutista Gianantonio Canal più noto come mwc9aCanaletto, l'intagliatore mwc9eAndrea Brustolon, i commediografi mwc9iCarlo Goldoni e mwc9mGasparo Gozzi, i poeti Alessandro Labia e mwc9uGiorgio Baffo, i compositori mwc9yBenedetto Marcello e mwc9cAntonio Vivaldi. In seguito, sul finire della repubblica, emerge mwc9gAntonio Canova.
Con mwc9oGiambattista Tiepolo (1696-1770) la mwc9sprospettiva assume un ruolo centrale nella rappresentazione, non per dare enfasi alla tensione dell'immagine, ma solo per dare un impatto teatrale alle figure. Con Tiepolo, infatti, la prospettiva viene forzata fin oltre i limiti usuali, dipingendo sui soffitti figure riprese dal basso in un movimento che le rende spettacolari.
Altro elemento caratteristico dell'arte veneta è il mwc90vedutismo, che vede in mwc94Canaletto (1697-1768) e in mwc98Francesco Guardi (1712-1793) le due figure di spicco. Il Canaletto ricorre a studi prospettici rigorosi cercando di rendere quasi “fotograficamente” la realtà, modellando i colori per accentuare la vitalità dell'immagine. Francesco Guardi cerca invece un taglio più soggettivo e meno preciso, cercando di comunicare un'emozione.
mwc-eAntonio Canova è il maggiore scultore del suo tempo in Europa. Nato a mwc-iPossagno, elabora l'arte classica diventando il riferimento del mwc-mneoclassicismo. Il mwc-qtempio di Possagno, da lui stesso progettato, è l'emblema dell'architettura neoclassica, mentre nella mwc-ugipsoteca, un tempo casa del Canova, si conservano i calchi delle opere più famose che si trovano nei vari musei del mondo, data la sua fama che si impose a livello internazionale. Tra le opere più importanti mwc-ymwc-cAmore e Psiche giacenti e il mwc-gMonumento funerario per mwc-kMaria Cristina d'Austria.
Tra Ottocento e Novecento
Venendo a mancare un centro principale dopo la caduta della mwc-wSerenissima, ogni città ha declinato l'arte secondo varianti proprie e modelli specifici. Importante fu, tuttavia, il ruolo dell'mwc-0Accademia di belle arti di Venezia, che seppe attrarre numerosi artisti giovani dal territorio circostante.
Tra i numerosi artisti mwc-8Guglielmo Ciardi, che riprende l'esperienza dei mwc-amacchiaioli unendola al colorismo tipico della scuola classica veneta, facendo emergere dai suoi quadri una essenzialità cromatica; mwc-eGiacomo Favretto: anch'egli, come Ciardi, valorizza il colorismo, talvolta in modo molto accentuato; mwc-iFederico Zandomeneghi, pittore che si discosta dalla tradizione del colorismo veneto, per avventurarsi in uno stile di stampo impressionista tipicamente francese; mwc-mLuigi Nono, che nelle sue opere giunge a esiti veristi, anche se, oltre alla pittura di scene di genere, si impone per ritratti di raffinata descrizione psicologica.
Musica
Musicisti
• mwdaaAgostino Steffani (mwdaeCastelfranco Veneto, 1655 - 1728) compositore barocco.
• mwdamTomaso Albinoni (mwdaqVenezia, 1671 – 1751) compositore e violinista del mwdauperiodo barocco.
• mwdacAntonio Vivaldi (Venezia, 1678 – mwdagVienna, 1741), compositore e violinista legato all'ambiente del tardo barocco veneziano.
• mwdaoBaldassare Galuppi (mwdasBurano, 1706 – Venezia, 1785), compositore e organista.
• mwda0Andrea Luchesi (Motta di Livenza, 23 maggio 1741mwda4 – Bonn, 21 marzo 1801), è stato un compositore e organista, probabile maestro di Beethoven - sul suo nome è sorta una polemica, perché alcuni studiosi lo ritengono autore di sinfonie e composizioni attribuite in seguito a Mozart e Haydn
• mwdbaAntonio Salieri (mwdbeLegnago, 1750mwdbi – Vienna, 1825), compositore.
• mwdbqErmanno Wolf Ferrari (Venezia, 1876- Venezia 1948) Compositore
• mwdbyLuigi Nono (Venezia 1924 - 1990), compositore di musica contemporanea.
• mwdbgClaudio Scimone (mwdbkPadova 1934 - 2018), direttore d'orchestra.
• mwdbsGiuseppe Sinopoli (Venezia, 1946 - mwdbwBerlino, 2001), direttore d'orchestra, compositore e saggista.
• mwdb4Mario Brunello (mwdb8Castelfranco Veneto, 1960), violoncellista italiano.
• mwdceStefano Ianne (mwdciPadova, 1963), compositore e polistrumentista.
• mwdcqRondò Veneziano, ensemble musicale italiano che compendia la mwdcumusica barocca da camera e le sonorità della mwdcymusica pop e mwdccrock.
Cultura di massa
Feste tradizionali
• mwddqFesta del Redentore: si svolge la terza domenica di luglio a Venezia con spettacoli pirotecnici e processioni fino alla mwdduBasilica del Redentore, costruita come voto cittadino per la fine della peste del 1575-1576. Anche in tutto l'entroterra la gente si ritrova alla sera per mangiare all'aperto e assistere agli spettacoli pirotecnici organizzati nei vari paesi.
• mwddcFesta della Madonna della Salute: si celebra il 21 novembre a ricordo della fine della lunga pestilenza che decimò la popolazione veneziana fra il 1630 e il 1631. Un ponte di barche viene approntato per l'occasione, mentre la popolazione si reca in processione presso la Basilica di Santa Maria della Salute, aperta per l'occasione fino a sera tarda.
• mwddkCarnevale di Venezia: festa di antichissima tradizione, prevede una nutrita serie di spettacoli di vario tipo in città, sia nei teatri sia all'aperto per tutto il periodo carnevalesco. Un tempo durava dall'mwddoEpifania fino al mwddsmercoledì delle Ceneri: oggi il periodo è limitato ai sei giorni che vanno da mwddwgiovedì grasso al mwdd0martedì grasso successivo.
• mwdd8Regata delle Antiche Repubbliche Marinare: si svolge ogni anno in un giorno compreso tra la fine di maggio e l'inizio di luglio, ed è ospitata a rotazione da mwdeaAmalfi, mwdeePisa, mwdeiGenova e Venezia.
• mwdeqFesta della Sensa: si svolge a Venezia a partire dall'anno 1000, il giorno dell'mwdeuAscensione. Prevede una serie di manifestazioni, fra le quali un corteo storico di barche che di fronte alla mwdeyChiesa di San Nicolò del mwdecLido di Venezia celebra la cerimonia dello mwdegSposalizio del Mare.
• Festa di Sant'Antonio da Padova: si svolge il 13 giugno, e prevede una processione per le vie del centro di Padova.
• Brusa vecia: si svolge la sera dell'Epifania e prevede l'incendio di un fantoccio raffigurante la Befana e simboleggia il buttarsi alle spalle le cose vecchie per essere pronti ad accogliere il nuovo anno.
• mwdewFesta del Panevin: si svolge nei giorni vicini all'Epifania, e prevede dei falò in piazza o nei cortili delle case di campagna, attorno ai quali ci si trova per mangiare la mwde0pinza e bere mwde4vin brulé. La sua origine è antichissima e pare risalga a riti protostorici. Attualmente è ancora molto diffusa e sentita.
• mwdfaRegata Storica: si svolge la prima domenica di settembre a Venezia e coinvolge la cittadinanza in una gara di voga alla veneta accompagnata da sfilate in barche storiche.
• Partita a scacchi di Marostica: la partita a scacchi di mwdfiMarostica si svolge nella piazza sotto il castello di Marostica che ricorda una scacchiera e rievoca una partita che, secondo la tradizione odierna, si sarebbe svolta verso l'anno 1454 tra due nobili giovani.
• mwdfqmwdfuVendri gnocolar: si svolge l'ultimo venerdì del mwdfyCarnevale di Verona, ed è caratterizzata dalla maschera del papà del gnoco, la più antica maschera veronese.
• mwdfgBati marso o bruxa marso: festa popolare che avviene ai primi di marzo in quello che un tempo era il mwdfkCapodanno veneto. In questi giorni si bruciano dei falò per risvegliare la natura e alcuni bambini girano per il paese e la campagna facendo rumori con pentole o utensili di lavoro. Tali riti sopravvivono soprattutto nella fascia pedemontana da mwdfoVerona e mwdfsVicenza fino a mwdfwTreviso.
Eventi culturali
Molti gli eventi che animano la vita culturale della regione, alcuni dei quali anche di richiamo internazionale. Fra tutti, vanno segnalati i seguenti:
• mwdgeBiennale di Venezia: ente no-profit di promozione artistica che si divide nei settori musica, architettura, danza, cinema (di cui la mostra del cinema è una produzione) e teatro.
• mwdgmFestival lirico areniano: si tiene ogni estate all'mwdgqArena di Verona, dove vengono allestite le opere liriche più famose.
• Veneto Jazz Festival: festival di danza e musica mwdgyjazz che si svolge nei luoghi più suggestivi della regione, soprattutto nella pedemontana (mwdgcBassano del Grappa, mwdggMarostica, ecc.).
• mwdgoCarnevale di Venezia, uno dei carnevali più conosciuti al mondo.
• Operaestate Festival Veneto: festival di spettacolo dal vivo che si tiene a mwdhaBassano del Grappa nei mesi estivi annualmente.
• Incontri asolani - Festival internazionale di musica da camera: rassegna di musica da camera di richiamo internazionale, ha luogo nei luoghi suggestivi di mwdhiAsolo.
• mwdhqPremio Campiello (Venezia): premio letterario
• mwdhyMostra internazionale dell'illustrazione per l'infanzia di mwdhcSarmede: mostra che si svolge ogni anno e che raccoglie illustrazioni per l'infanzia provenienti da tutto il mondo.
• Cortina InConTra: è una serie di incontri che avvengono a mwdhkCortina d'Ampezzo, dove alcuni ospiti illustri dibattono di cultura, attualità, politica e società. Molti i politici che vi prendono parte, facendo di questo evento uno dei più seguiti durante i mesi estivi.
• mwdhsRassegna internazionale di canto corale di Mel, in provincia di Belluno è un festival suddiviso in tre serate in cui si esibiscono tra la fine di giugno e l'inizio di luglio cori polifonici provenienti da tutto il mondo.
• Vivavoce: festival internazionale di musica mwdh0a cappella; si tiene principalmente in teatri e chiese di mwdh4Treviso e mwdh8Castelfranco Veneto.
• mwdicEstate teatrale veronese: rappresentazioni teatrali principalmente al mwdigteatro romano di Verona, dove viene messo in scena soprattutto mwdikWilliam Shakespeare.
• Treviso Suona Jazz: festival di musica jazz della città di mwdiwTreviso, mwdi0www.trevisosuonajazz.it.
• Premio Camposampiero. Premio Nazionale Biennale di poesia religiosa. mwdi8www.premiopoesiacamposampiero.it.
Palio
Diverse città organizzano il palio, tra cui vale la pena citare:
• Palio di Feltre: si disputa la prima domenica di agosto. Oltre alla corsa di cavalli prevede la gara di tiro con l'arco, la staffetta e il tiro alla fune.
• mwdjgPalio della Marciliana: si disputa a mwdjkChioggia (mwdjoVE) la terza domenica di giugno di ogni anno. È una gara di tiro con la balestra da banco.
• Palio dei 10 Comuni del Montagnanese: si disputa la prima domenica di settembre. Oltre alla corsa di cavalli prevede la tenzone degli arcieri, la corsa dei gonfaloni e il tiro alla fune.
• mwdj0Palio del drappo verde di mwdj4Verona: si tratta di una rievocazione del Palio istituito nel 1208. Palio del Recioto
Cinema
Si svolgono numerosi festival o eventi legati al cinema, tra cui:
Veneto Film Festival, rete di festival cinematografici che hanno luogo nella regione, tra cui:
• mwdkgLago film fest: si tiene presso il lago di Revine, e riguarda il mondo dell'immagine, allargando il concetto di cinema, per mezzo di proiezioni, dibattiti, incontri e cene.
• mwdkoCircuito Off: si tiene nell'isola di San Servolo a Venezia, e ospita cortometraggi di giovani registi emergenti a livello internazionale.
• mwdkwEuganea Film Festival: si tiene a Monselice e nei Colli Euganei, ed è dedicato ai cortometraggi e ai documentari.
• mwdk4Film Festival della Lessinia: si tiene in Lessinia, dedicato esclusivamente a tutto ciò che riguarda la montagna.
• Gallio festival del cinema italiano: festival di opere prime italiane; si tiene a Gallio, sull'altopiano di Asiago.
Cucina
La presenza di zone umide molto importanti, quali il mwdlgDelta del Po, e la presenza di numerosi fiumi e corsi d'acqua hanno permesso la coltivazione di moltissime specie vegetali. Inoltre, la varietà di terreni e di altitudini, hanno reso possibile la diversificazione delle colture.
Alcune delle produzioni tradizionali regionali:
• Radicchio di Verona IGP
• Ciliegia della Val d'Alpone
• Formaggio Morlacco, stagionato solo per 15 giorni
• Formaggio Bastardo, prodotto sul Monte Grappa
• Formaggio delle malghe del Monte Cesen
• Formaggio Monte Veronese
• Melone del Delta polesano
• Riso del Delta del Po
• Anguilla del Delta del Po
• Vongola verace del Polesine
• Moscardino di Caorle
• Canestrello bianco di Caorle
• Verza moretta di Veronella
Piatti tipici
Il contributo delle culture con le quali, storicamente, la mwdmkRepubblica di Venezia entrò in contatto, è evidente anche nella tradizione culinaria della regione. Infatti, la presenza di elementi provenienti da culture del mwdmoMedio e dell'mwdmsEstremo Oriente si può riscontrare sia nei piatti veneziani sia in quelli regionali. Tuttavia, va evidenziata la differenza tra zone montane, zone di pianura e zone costiere, dove la diversità di prodotti offerti dall'agricoltura o dalla mwdmwpesca ha determinato una diversità anche culinaria, prediligendo piatti a base di mwdm0carne e mwdm4formaggi nelle zone montane, mwdm8ortaggi, carni mwdnasuine e mwdneovine in pianura, piatti di mwdnipesce nelle zone costiere e dei laghi, o nelle campagne ricche di canali e mwdnmrisaie.
I piatti tipici più apprezzati:
• mwdncAgnolini essenzialmente è un tortellino, nel basso veronese era piatto della domenica servito esclusivamente in brodo preferibilmente di cappone.
• mwdnkPearà: salsa veronese fatta con mwdnobrodo, mwdnspane grattugiato, mwdnwmidollo di mwdn0bue e pepe. Serve ad accompagnare i piatti di mwdn4carne bollita (lesso), composto possibilmente da carne di manzo, maiale e gallina, la lingua di vitello e il codeghin mwdn8(cotechino). Nata secondo la tradizione per invogliare l'inappetente mwdoaRosmunda dopo che il re dei mwdoeLongobardi mwdoiAlboino l'aveva costretta a bere nella coppa ottenuta dal cranio, di suo padre mwdomCunimondo il re dei mwdoqGepidi.
• mwdoymwdocSardee in saor: mwdogsarde fritte lasciate macerare in una salsa composta di mwdokaceto e mwdoocipolle, mwdosuvetta, pinoli e mwdowzucchero. È un piatto soprattutto veneziano, e pare fosse usato nei lunghi viaggi compiuti da mwdo0Marco Polo: la marinatura delle sarde nel composto mwdo4agrodolce, permetterebbe una buona conservazione del preparato, consentendo così una buona conservazione, soprattutto nei lunghi viaggi.
• mwdpaBaccalà alla vicentina: piatto vicentino fatto con mwdpestoccafisso lasciato in ammollo e poi pestato, mwdpiinfarinato e cotto a fuoco lentissimo con mwdpmlatte e mwdpqolio di oliva in uguali quantità. Ricetta molto antica che si tramanda di generazione in generazione.
• mwdpyBaccalà mantecato: piatto veneziano che consiste nel pestare al mwdpcmortaio dello stoccafisso aggiungendo olio di oliva e latte, fino a ottenerne una crema omogenea.
• mwdpkFegato alla veneziana: mwdpofegato bovino preparato con cipolle e aceto o mwdpsvino bianco. Inizialmente soffritto con abbondante cipolla, va poi mantecato con aceto e vino per risultare morbido nel suo intingolo profumato e leggermente agrodolce, va aggiunta mwdpwuvetta.
• mwdp4Polenta rossa: profumata dal gusto particolare, ottenuta con il mwdp8mais marano
• mwdqePolenta bianca: polenta dal colore bianco ottenuta con il mwdqiMais Biancoperla.
• mwdquBigoi al ragù d'anatra: pasta fatta in casa, con una trafila a mano, simile agli spaghetti condita con ragù di carne d'anatra. Tipica della pianura veneta e della pedemontana.
• mwdqcBigoi col musso: pasta fatta in casa con sugo di carne di asino.
• mwdqoBigoi con le sardele o mwdqwBigoi in salsa: mwdq0bigoli conditi con una salsa di sarde salate mwdq4agone del mwdq8lago di Garda e cipolle. Non manca mai per tradizione nel mwdraVenerdì santo.
• mwdrimwdrmRisi e bisi: risotto con i piselli, tipico della pianura veneta.
• Papparele con i mwdrubisi.
• mwdrcPasta e fasioi: pasta e fagioli.
• Lasagne con la lepre o col coniglio: lasagne con mwdrkel conejo o mwdroel liegore, in mwdrslingua veneta.
• Riso con la zucca, tipico della bassa veronese
• mwdr4Tortelli con la zucca: mwdr8Tortej con la zuca in mwdsalingua veneta di chiara influenza mantovana, con ripieno che può essere dolce o salato, diffusi soprattutto nella zona ovest della mwdseProvincia di Verona
• Risotto nero: cucinato con il nero di seppia.
• Seppie alla veneziana: seppie cotte in umido con una salsa a base di pomodoro e cipolle, a cui si aggiungono i sacchetti di nero di seppia.
• mwdsuPastisada de caval: brasato di cavallo, prelibato piatto veronese a base di carne di cavallo, cipolla e spezie frutto di ore a lenta cottura nel vino rosso. Piatto nato, secondo la leggenda, il 30 settembre del 489 a seguito una storica sanguinosa battaglia alle porte di mwdsyVerona tra gli eserciti di mwdscOdoacre e mwdsgTeodorico, a mwdskcampagna minore, oggi Madonna di Campagna, tra San Michele Extra e mwdsoSan Martino Buon Albergo. Sul campo vennero a trovarsi centinaia di animali morti, la cui carne in abbondanza, fu data alla popolazione da mwdssTeodorico per festeggiare la vittoria, quella non consumata durante i festeggiamenti venne conservata tagliata a pezzi nel vino per renderla morbida e commestibile. Esiste anche la variante con mwdswel muso, l'asino in mwds0lingua veneta; preparata sempre con lo stesso procedimento.
• Risotto con i mwdtuscrissioi: chiamati anche carletti, schioppettini o stridoli, si tratta di un'erba spontanea e commestibile dal gusto delicato (mwdtySilene Vulgaris).
• Risotto con i mwdtgfegadini e le mwdtkregueste: riso con fegatini e durelli di gallina.
• Risotto all'Amarone: risotto aromatizzato con il vino mwdtsAmarone della Valpolicella, è un piatto originario di Verona.
• Risotto con il mwdt0tastasal, cioè con mwdt4carne macinata di suino, in pratica lo stesso impasto per il salame. La ricetta richiede riso vialone nano, brodo di carne, cipolla, cannella, burro, formaggio Grana Padano o Parmigiano Reggiano, rosmarino, vino bianco. Come molti risotti è diffuso a mwdt8Verona e nella sua provincia.
• mwdueRisotto all'isolana: piatto veronese (per l'esattezza di mwduiIsola della Scala, paese che dà il nome a questo piatto) di cui gli ingredienti base sono il riso vialone nano e il mwdumtastasal (carne macinata di suino) con aggiunta di macinato di carne di vitello, simile negli ingredienti al precedente, si differenzia per una mantecatura che nella sua cremosità ne esalta il sapore, rendendolo una vera e propria prelibatezza. Piatto delle Feste e dei Matrimoni per eccellenza. Va ricordato anche il Riso a la Pilota, riso con ingredienti simili a quello con il mwduqtastasal, vanto della mwduucucina mantovana deriva dal Pilota, che era l'addetto alla mwduypila, dove si ripuliva il riso dall'involucro mwducpula.
• Risotto con le rane, piatto veronese con ingredienti il riso vialone nano e le rane dei fossi della pianura.
• Risotto con mwduopessin: piatto veronese, ma molto diffuso anche nella zona di mwdusAdria, con ingredienti il riso vialone nano e i pesciolini, presenti nelle risaie della Bassa che vengono pescati al momento della fuoriuscita dell'acqua dalle risaie. Il pesce è fritto a parte e aggiunto solo a fine cottura del riso.
• mwdu0Risotto con i saltarei: come il precedente, ma con dei piccoli gamberetti d'acqua dolce numerosi nelle risaie.
• Risotto con la tinca: piatto veronese del lago di Garda con ingredienti il riso e la mwdvatinca.
• Trippe in brodo o in sugo.
• Rane fritte: con l'aggiunta di sale e un po' di succo d'arancia.
• Anguilla (mwdvqbisato): mwdvuanguilla tagliata a rondelle e fritta, oppure preparata in umido.
• mwdvcMoeche: piatto tipico della laguna di Venezia; sono granchi in fase di muta (quindi senza carapace, di conseguenza risultano molli) che vengono infarinati e fritti. Una variante simile sono le mwdvgmasanete, femmine di granchio consumate assieme alle loro uova.
• Pesce gatto (mwdvobarbo): fritto, tutti accompagnati da verdure di stagione e naturalmente da abbondante polenta.
• Pesce gatto in umido con Polenta.
• mwdv0Paparele in brodo coi mwdv4figadini: piatto veronese a base di tagliatelle con fegati e cuori di gallina.
• Gnocchi al ragù di carne o con l'intingolo della mwdwaPastisa de Caval, ma diffusi anche al pomodoro, con abbondante grana. Piatto tipico veronese, immancabile nel mwdweVendri gnocolar, giorno della sfilata dei carri del mwdwiCarnevale di Verona
• mwdwqGnocchi di malga: piatto della montagna veronese e vicentina con ingredienti gli gnocchi conditi col formaggio mwdwuMonte Veronese e burro della mwdwyLessinia. Nel vicentino è uso mangiarli dolci, aggiungendo mwdwcuva passa e mwdwgzucchero.
• mwdwoFortaja co' a segoea: frittata con la cipolla.
• Polenta e mwdwwScopeton: è una grassa sardina atlantica mwdw0Sardina pilchardus, salata; un tempo si usava appenderla a una trave.
• mwdw8Renga rostia: aringa del mwdxalago di Garda arrostita e conservata sotto olio di oliva.
• mwdxcPolenta e osełi (o mwdxgosei): polenta con piccola cacciagione (allodole, tordi, passeri, ecc.)
• mwdxoPolenta e quaie: polenta con le mwdxsquaglie. Per entrambi i piatti si usa un particolare tipo di tegame oblungo per raccogliere il grasso che cola dai piccoli spiedi.
• mwdyemwdyiPastin: carne di suino tritata e lasciata macerare.
• mwdyqmwdyuToresan di Breganze: piccione selvatico fatto allo spiedo.
• Schissotto: pane tipico della bassa padovana, caratterizzato da un impasto senza lievito e dall'aggiunta di strutto, ciccioli di maiale o grasso d'oca. Veniva cotto sotto un coperchio sulle braci del camino.
• mwdysMaroni: mwdywcaldarroste solitamente consumate con vino rosso.
• mwdy4Tortajon: torta a base di uova zucchero e burro, che una volta veniva cotta nel mwdy8testo, un particolare tipo di tegame, che si poneva sulle braci del camino.
• mwdzeBigoloto: torta simile a una focaccia detta anche mwdziBrasadèla, preparata con uova, zucchero, burro (un tempo si usava l'unto che rimane in superficie dell'acqua di bollitura del cotechino), limone grattugiato; può essere con le mele o i fichi, cotta con il mwdzmTesto sulla graticola.
• mwdzuFogazin con i pomi: focaccia con uova burro e zucchero, con aggiunta di mele.
• Crema fritta: mwdzccrema pasticcera preparata in modo da ottenerla molto densa, tagliata a losanghe successivamente fritte.
• mwdzkPan Biscoto: Pane biscottato, con una cottura di 24 ore a 100 gradi. Nacque per esigenza di carboidrati a lunga durata: a seguito di lunga cottura risulta più secco del pane fresco, perciò impiega più tempo ad ammuffire. Veniva mangiato dai contadini, per colazione, inzuppato nel vino o, durante i pasti, nelle zuppe o assieme alla frutta. Ed era presente nelle navi della mwdzoRepubblica che affrontavano lunghi viaggi. Durante la mwdzsseconda guerra mondiale si iniziò a mangiarlo inzuppato nel mwdzwcaffè d'orzo. Nonostante le umili origini è un alimento ancora presente nelle cucina locale, buono anche da solo, viene abbinato a salumi, formaggi e sottaceti.
• mwdbeBussolai o mwdbmbussolà: biscotti semplici fatti con burro di forma circolare.
• mwdbumwdbyBaicoli: Particolare biscotto secco veneziano.
• mwdbwTiramisù: tipico dolce veneto con savoiardi (o pavesini) imbevuti di caffè, alternati a strati di crema al mascarpone e coperti una spolverata di cacao.
• Frittella vicentina (mwdb8Fritole) tipica nel periodo di Carnevale, mwdcafrittella venduta in tutte le fiere, fritta in olio.
• mwdcgMandorlato: dolce natalizio originario di mwdckCologna Veneta, a base di miele, zucchero, albume d'uovo e mandorle. Usualmente confezionato a barre ma può assumere forme variegate.
• mwdcsRofioi (o rufioi): simili a mwdc0ravioli, sono dolci di Carnevale realizzati con una pasta molto simile a quella dei crostoli, chiusi a mezzaluna e ripieni con marmellata di susine, mandorle pestate e amaretti o con mostarda e poi fritti in olio.
• mwdc8Pastafrolle de Santa Lussia: biscotti di mwddapasta frolla di varie forme, consumati a mwddeVerona e nella sua provincia il giorno di Santa Lucia (13 dicembre).
• mwddmMaronada: crema di castagne.
• mwdduBole: castagnaccio.
• mwddcSópa coàda: pasticcio di mwddgpiccione dalla consistenza piuttosto asciutta, accompagnato da una tazza di brodo bollente da consumare a parte o da versarvi sopra. Piatto tipico della cucina Trevigiana.
Vini e liquori
Tra i liquori veneti più caratteristici ci sono:
• mwdeqAcqua di melissa: infuso alcolico
• mwdeyBrodo di giuggiole: sciroppo dolce e alcolico fatto con le giuggiole
• Liquore alla prugna: distillato ottenuto con il succo delle prugne
• Liquore Fragolino: dal colore rosso e dal gusto deciso, è preparato con le fragoline di bosco
• Grappa veneta: di vario tipo, dalle grappe con le erbe come ginepro, ruta e genziana; alle grappe aromatiche o monovitigno di vino; dalle grappe fruttate con fragoline, more, lamponi alle più particolari come la grappa al radicchio
• mwdesAmaro al radicchio rosso di Treviso: ottenuto dal radicchio IGP Rosso di Treviso
• Amaro del Cansiglio: fatto con 18 ingredienti tra bacche ed erbe.
• Barancino: grappa a cui sono aggiunti oli e infusi di pino, ginepro e mugo.
• mwde8Maraschino: liquore incolore e dolce realizzato con le marasche
• mwdfeTagliatella: liquore tipico di Bassano del Grappa
• mwdfmSpritz: aperitivo padovano e veneziano, ormai diffuso a livello internazionale
Tra i vini veneti più famosi vanno ricordati i seguenti:
• mwdfsValpolicella
• mwdf0Valdadige
• mwdf8Lessini Durello
• mwdgeLugana
• mwdgmCustoza
• mwdguRecioto di Gambellara
• mwdgcAmarone della Valpolicella
• mwdgkRecioto della Valpolicella
• mwdgsBardolino
• mwdg0Raboso
• mwdg8Soave
• mwdheSoave Classico
• mwdhmRecioto di Soave
• mwdhuProsecco di Conegliano-Valdobbiadene (da ricordare particolarmente la tipologia mwdhySuperiore di Cartizze)
• Cabernet di Treviso
• mwdhoBreganze Torcolato
Sport
Calcio
Nel calcio a rappresentare il Veneto nei mwdh8campionati di vertice vi sono l'mwdiaHellas Verona (1 scudetto) in serie A, il Venezia (1 coppa italia) e il mwdiePadova in serie B, mwdiiCittadella, Vicenza (1 coppa italia), lmwdim'Arzignano e la mwdiqVirtus Verona in serie C.. Il mwdiuChievo ha disputato per 17 anni il campionato di massima serie qualificandosi anche alla mwdiyChampions League tuttavia, a seguito del fallimento del 2021, partecipa alla Serie D.
Pallacanestro
Nella pallacanestro a rappresentare il Veneto nei campionati di vertice ci sono la mwdikReyer Venezia Treviso maschile e mwdioSchio, mwdisSan Martino di Lupari e mwdiwReyer Venezia Femminile nella massima serie femminile.
Pallavolo
Nella pallavolo a rappresentare il Veneto nei campionati di vertice ci sono mwdjiPadova e mwdjmVerona nel campionato maschile e mwdjqConegliano in quello femminile.
Rugby
Altri sport
Nel mwdkecalcio a 5 sono dieci gli scudetti conquistati da compagini venete: sei dalla mwdkiLuparense (mwdkmSan Martino di Lupari), due ciascuno dall'mwdkqArzignano e dalla mwdkuMarca Futsal (mwdkyCastelfranco Veneto).
Anche il mwdkgfootball americano con le squadre di mwdkkPadova e mwdkoVerona, il baseball con mwdksPadova e l'mwdkwhockey su ghiaccio con mwdk0Cortina, mwdk4Asiago e mwdk8Alleghe, sono presenti in Veneto.
Il Veneto è stata inoltre la prima regione italiana ad aver ospitato le mwdleOlimpiadi, in quanto nel 1956 vi sono stati realizzati i mwdliVII Giochi olimpici invernali a mwdlmCortina d'Ampezzo; nel 2026 quest'ultima, insieme a mwdlqMilano, ha ospitato i mwdluXXV Giochi olimpici invernali e i mwdlyXIV Giochi Paralimpici Invernali. In occasione di tale evento è stata rinnovata la pista per bob, skeleton e slittino dedicata a mwdlcEugenio Monti a mwdlgCortina.
Diffuso è lo mwdl8sci alpino su tutte le mwdmaDolomiti Bellunesi e oltre, con importanti mwdmestazioni sciistiche tra le quali mwdmiCortina d'Ampezzo, mwdmmAlleghe, mwdmqAltopiano dei Sette Comuni, mwdmuMonte Baldo, mwdmyNevegal, mwdmcArabba, mwdmgMalga Ciapela.
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Voci correlate
• mwegoEmigrazione veneta
• mwegwLingua veneta
• mweg4Menda (soprannome)
• mwehiPolizia locale in Veneto
• mwehyRegionalismo veneto
• mwehgVenezia (regione)
• mwehoCucina veneta
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Collegamenti esterni
• mweh8Regione del Veneto, su regione.veneto.it.
• mweieConsiglio regionale del Veneto, su consiglioveneto.it.
• mweimPromozione turistica del Veneto, su veneto.eu.
• mweiuAutonomia del Veneto, su regione.veneto.it.